martedì, 24 novembre 2009, ore 11:05

L'altra notte non riuscivo a dormire.

Non riuscivo a dormire perché questo fine settimana ho saputo delle cose che sul momento non ho accusato (vino e vodka hanno attutito il colpo), ma che ho metabolizzato dopo.


Un’amica nuova innocentemente mi ha versato del sale su delle ferite che credevo rimarginate.


Una bomba sul passato. Un ulteriore peggioramento rispetto a una situazione che era già abbastanza pietosa.


E poi il presente, che, nonostante gli sforzi, appare grigio in tutto il suo squallore.


Però dopo una notte insonne stamattina sull’autobus la rivelazione:


nella mia vita sentimentale fa tutto talmente schifo che ci possono essere solo dei miglioramenti.


Ho avuto talmente poco e per poco che ad eccezione di un violento (che in effetti manca nel curriculum) tutto ciò che mi capiterà da oggi in poi non potrà che essere meglio.


Il bicchiere è vuoto, ma meglio vuoto che riempito con un fondo di Gaiosello.


 


 

paturniosa
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categoria : grumi

lunedì, 09 novembre 2009, ore 12:34

Io a 16 anni ero sfigata.

Io a 16 anni stavo abbastanza male con me stessa, quindi figuratevi con gli altri. 

Ero come un riccio, che prontissimo (però) a mostrare la pancia, soprattutto con le persone sbagliate.

A 16 anni non mi ero per niente simpatica, ero pesante e non riuscivo a ridere di quello che mi faceva soffrire (cosa che adesso riesco a fare con grande maestria).

A 16 anni stavo bene solo fuori dal mio contesto, la mia stagioe era l'estate, quando partivo e conoscevo nuove persone con cui potevo reinventarmi ogni volta e smettere di essere la solita goffa pattie di sempre.

In effetti ricordo con piacere le estati dell'adolescenza, ma non gli inverni, passati a cercare di essere qualcosa di diverso da quello che ero, ma non per convinzione, ma solo per estremo bisogno di essere accettata.

Non ho avuto amori felici a 16 anni, non ho avuto leggerezza. Però io credo che quel dolore mi sia stato utile.

Oggi (14 anni dopo) ho imparato a ridere e a giocare, sono adolescent e saggia insieme e leggo negli occhi della gente che mi conosceva allora che adesso faccio ridere (con me e non di me), sono a mio agio con la mia pelle, posso ridere, bere scherzare e anche parlare di tabù intatti da 14 anni con un sorriso di tenerezza per ciò che ero e una qual certa soddisfazione per ciò che sono.

 

paturniosa

lunedì, 19 ottobre 2009, ore 12:55

L'autunno è una stagione strana.

I colori caldi e l'odore freddo.

La sensazione delle maglie di lana addosso.

Il ricordo degli amori passati, che son sempre cominciati in autunno (quando non in inverno).


In questo ottobre freddo e nervoso sto sospesa tra un benessere quieto e una malinconia diffusa per qualcosa che non c'è. Ho voglia di sentire il profumo di cannella, chiodi di garofano e mele cotte. Ho voglia di castagne e di coccole. Sto imparando a prendermi cura di me nel modo giusto, come non facevo da troppo tempo (o forse da mai). Il percorso non è facile, a volte è doloroso. A volte mi vien voglia di rituffarmi nella vita di prima, quella di mia cugina, frenetica, divertente e in tacchi alti, ma poi penso che non posso abbandonarmi agli anestetici.


A volte certe persone mi mancano tanto da farmi male. Vorrei fare un numero, sentire una voce, vedere un sorriso, ma poi so che sono sulla strada giusta, so che per una volta mi piace guardare le cose dal di fuori coccolando malinconia e struggimento.

Basta un cappello di lana, calato per bene sulla testa, che tenga al caldo i pensieri sani.

Basta la coperta sul divano a proteggermi.

Costruisco la serenità come un castello di carte, il vento è in agguato, ma io sto lontana dalle correnti.

 

paturniosa

martedì, 15 settembre 2009, ore 15:58

Nel meraviglioso mondo dei film da femmina le due colonne portanti che ognuna di noi vede TUTTE le volte che vengono trasmesse in TV sono Pretty Woman e Dirty Dancing.

Sappiamo tutte le battute a memoria: "stronze lumachine", "ho portato i cocomeri", "quella gran culo di cenerentola", "che poi lui salva lei", "questo è il mio spazio, questo e il tuo spazio" "nessuno può mettere baby in un angolo"... le ripetiamo come mantra da sempre.

Che poi forse quasi nessuna di noi riuscirà mai a essere bella indipendente forte dal cuore tenero come Vivian (del resto nessuna di noi ha mai battuto in rodeo drive), ma ognuna di noi ( e non negatelo) è stata una quindicenne un po' complessata, con dei capelli improbabili e una venerazione per il padre (oddio forse sui capelli improbabili io ho un po di lunghezze di vantaggio) come Baby.

Se ognuna di noi sa che dovrà salvare un principe azzurro con le vertigini (peraltro senza i soldi e il fascino zen di Richard Gere), abbiamo anche abbandonato il sogno di un tamarro dal cuore d'oro e dagli addominali scolpiti che dopo averci insegnato a ballare anche se siamo dei pali di legno ci toglie dal nostro angolo e ci fa fare la mitica presa dell'angelo.

Però quella scena ci fa sempre battere il cuore.

E da oggi sarà un po' più triste guardare quella scena.

paturniosa

mercoledì, 02 settembre 2009, ore 09:35

Mi sto lentamente trasformando in un orso, anzi in un'orsa (che avendo fatto la tesi su Artemide, Callisto e le bambine che facevano le orse è anche naturale).

Mi sento proprio un po' selvaggia.

Esco di casa a fatica.

Non ho voglia di troppa gente intorno, ho bisogno di respirare aria che sia solo mia.

Sicuramente aver trovato una casa con giardino, parete in pietra viva e soppalco non aiuta ad aver voglia di uscire.

La mia idea di felicità in questo periodo è stare svaccata sul divano ( su cui ho messo il copriletto della nonna) a leggere, oppure stare seduta in giardino con una birretta a guardare le ortensie.

Accolgo tutti (o quasi ) volentieri, ma l'uscire mi richiede un'energia che non credo di avere.


Anche perchè: uscire per cosa?

La gente a fine estate non mi piace. Tracce di mare sulla pelle, ma occhi ancora lontani.

Il relax finisce presto, ma resta la svoglaitezza.


L'estate mi ha scocciato. Ho voglia di autunno.


Sempre nell'ottica delle cose che mi hanno scocciato sto forse per prendere una decisione molto dolorosa, ma di questo parlerò un 'altra volta. (forse)

paturniosa

lunedì, 06 luglio 2009, ore 20:59

Ti ritrovi a pensare che tornare a casa sarebbe così facile.

La casa incantata, le amiche di una vita, i genitori, gli zii d'elezione, i complimenti per come sei diventata, i ramasin, il sansimone, il posto dove hai trascorso le estati della tua adolescenza, il nazista, i gatti, i bambini, i portici che puoi camminare anche se c'è la pioggia.

Lasciare questa città difficile, i rapporti complessi, la difficoltà di fare tutto da sola, i nervosi alla bocca dello stomaco, la mancanza dei vizi, il caldo vero e appiccicoso, i traslochi, i compromessi.

Ma poi.

Poi pensi che casa ormai è uno stato mentale.

E' vacanza e che forse non appartieni più a nessun mondo e senti la nostalgia per qualcosa che non c'è.

paturniosa

martedì, 30 giugno 2009, ore 13:32

Io dovrei imparare a tacere.

Non più tardi del 27 aprile blateravo sull'elogio della fuga e dopo due mesi, una casa, trovata e troppe albe viste mi trovo impelagata in una situazione che non volevo, non cercavo e di cui non sentivo la mancanza.

Mia cugina mi ha dato una botta in testa e ha ricominciato a uscire al mio posto, ed è sempre più scriteriata.

E non importa che nel frattempo ci siano risate, musica, vodka, luci, colori, panini a ore improbabili, chiacchiere in libertà e silenzi densi.

C'è troppa inquietudine in giro e non la so e non la voglio gestire.

E poi ci sono ritorni (No, non il RItorno con la R maiuscola, non ci mancherebbe altro), altre sorprese e delusioni e illusioni e conferme.

E giugno è il solito mese strano e delirante: le scrosciate di pioggia al pomeriggio, i fochi, la notte bianca, il profumo del giugno fiorentino, ch ti fa male dentro tanto è intenso.

 E le date che ritornano.

E i pensieri.

Ho bisogno di casa.

paturniosa

mercoledì, 06 maggio 2009, ore 09:09

Ieri sera giocavo a fare la piccola fiammiferaia e quando mi chiedevano come va rispondevo (con un sorriso coraggioso velato di tristezza): Bene, ma mi hanno sbattuta fuori di casa.



Fa molto ragazza interrotta, me ne rendo conto.

Lo sfratto, la prospettiva di trovarmi in mezzo alla strada circondata dalle mie scatole di scarpe.

Non è una bella immagine.



In realtà la padrona di casa mi ha detto che posso prendermi tutto il tempo che voglio, ma la sensazione è stata quella che da questo momento in poi sono ospite in casa mia anche se pago (profumatamente tra l'altro) un affitto.



Razionalmente so che la situazione è assolutamente tranquilla e gestibile; ho tempo per trovarmi un'altra tana, un nuovo guscio in ui rifugiarmi.


Se  posso cercherò di eviare coabitazioni, ma chi lo sa cosa ci riserva il futuro...

Voglio un posto piccolo e carino.

E lo spazio per un gatto.

Pareti colorate e un bagno con la finestra (sarebbe veramente il salto di qualità).







Ora però mi sembra di assistere alla fine d un'epoca; l'epoca delle due case con la corte (anche se da quando è arrivata psicovicinacrucca con cagnaccioisterico l'aria da sit-com un po' si è persa, se non del tutto); in fondo 4 anni e mezzo sono tanti.



Son stati anni belli, intensi, a volte tristi.



In quella casa ho riso, panto, cucinato, ballato, cantato, fatto l'amore, accolto le amiche, chiacchierato fino a tarda notte.



Il tavolo della cucina se potesse scrivere tutto quello che ha sentito, scriverenbbe un best seller di chick-lit tragicomica.



Immagini sparse:



Il muro della cucina coi post-it e le foto;

La foto di Sean Connery sul contatore del gas;

il forno migliore del mondo, che non mi fa sbagliare una torta (salata, ovviamente);

il bagno, in cui ci si può truccare in due (e volendo anche in tre);

l'oleandro (il mio amatissimo oleandro, che viene potato tutti gli anni, ma che a me piace selvaggio);

i calcinacci;

le sedie di palstica bianca;

il gradino assassino della cucina.

Nelle fini c'è sempre un principio, ma oggi voglio coccolare un po' la tristezza.



Solo un po'.



paturniosa

mercoledì, 29 aprile 2009, ore 21:18

Romantico, ma ridicolo;

impossibile, ma irresistibile;

carino, ma coglione;

contaballe e contradditorio; 

adorabile, ma assurdo;

randagio e redivivo 

doloroso, ma dolcissimo;

ovviamente ci ricasco.

Con tutte le scarpe.

Non so chi sei, anche se dovrei.

ma sono ancora stregata dalla luna.

paturniosa

lunedì, 27 aprile 2009, ore 18:40

E ora vi presento il nuovo trend della primavera paturniosa 2009 (che poi primavera? piove di continuo. che palle!)

Comunque dicevamo, a parte una nuova ossessione per la caipiroska all'ananas, ribattezzata da amicaMo la bevanda dell'estate e un ritorno alla ballerina rasoterra il mio nuovo personale trend è la fuga a gambe levate da qualsiasi situazione flirtereccia o pseudotale.

Spiego: di solito io mi butto nei flirt a capofitto, me ne frego delle facciate che posso prendere e sono una convinta sostenitrice del fatto che ogni esperienza fa curriculum.

Colleziono risate, follie e passegggiate mattutine in tacchi alti e abito da sera.

Ma.

C'è un ma.

Dopo l'ultima facciata ho addosso una stanchezza mista a paura che mi fa fuggire prima.

Chiacchiero, ballo, rido e scherzo, ma poi scappo.

Non mi metto più nella condizione di trovare una pelle che mi emoziona, una voce che mi spettina i capelli e i pensieri, un paio d'occhi che mi fanno trattenere il fiato.

Non ho voglia di attese, strategie, batticuori inutili.

Non ho voglia di parole simili a caramelle gommose, dolci e dannose.

Non ho più voglia di essere mia cugina.

Se capite cosa voglio dire.

L'inverno è passato e io vado in letago al contrario.

paturniosa
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