Bigiotteria di pensiero:
quanto vorrei che fosse abolita la domanda "come staaai?" detta proprio così, con 3 a. Di solito te la chiede chi ti incontra per strada, non ti vede da un po' e fondamentalmente non gliene frega niente della risposta. Di solito la mia reazione è la seguente: mi si spalma in faccia un sorriso finto (non è un sorriso, è una paresi e rispondo "beeene", con 40 e; mentre magari la risposta serebbe: " ho 6 borse della spesa, mi scappa la pipì e non ho voglia di stare qui a chiacchierare.." oppure "sono stata mollata, ho la SPM, mi fanno male i denti e piove, come ti sembra che possa stare" oppure " ho un lavoro, ma non ho un uomo e tra poco nemmeno una casa, che ne dici?" ovviamente queste risposte non sono politicamente corrette e nemmeno carine, per cui evito e dico "beeene" ma poi mi chiedo perchè facciamo domande a cui non vogliamo noi stessi dare delle risposte?
Ancora più odiosi sono quelli che ti chiedono "allora, cosa mi racconti?" Niente di racconto, non sei mio amico, non ti voglio bene e devo fare pipì, per cui ciao!!!!
Avvertenza: di solito non sono così acida, è il grigio congiunto alla SPM.
ATTENZIONE: POST AUTOCOMMISERATIVO
Ed eccomi qua. Sono di ritorno da un fantastico viaggio nella landa sterminata della mia inadeguatezza: ieri sera sono stata a cena dalla mia amica C., che vive con il suo fidanzato in una stupenda casa magica nel bosco. Adoro lei, è una delle mie più vecchie amiche, voglio bene a lui, sono carinissimi, ma tutte le volte che vado a casa loro, poi ci metto 2 giorni per riprendermi... il fatto è che loro (e anche i loro vicini di casa), sono la classica coppia perfetta, affiatata, ma non stucchevole, si vede che si amano e che hanno dei progetti in comune, ma non lo urlano ai 4 venti per convincersene loro per primi, hanno una casa bellissima in mezzo al verde, con un giardinetto, che è la tipica casa da coppia giovane e moderna... Ieri sera tra loro due, la coppia fdi vicini e l'amica sposata in visita, mi sono sentita veramente un animale da circo, però non mi è neanche venuto da raccontare di 4stagioni, di F.V. o di quello che mi sta succedendo ora, perchè sapevo che nessuna di quelle fanciulle felici (che pure sono simpatiche, adorabili), avrebbe capito il mio stato d'animo, ma avrebbe solo riso per il mio modo di raccontare le cose e non mi andava di fare il buffone di corte...
Bhe vado a leccarmi le ferite dell'ego.
Oggi sarà una giornata pesa. Bene! Ne sentivamo il bisogno.
Oggi sono la perfetta immagine della donna in carriera (o corriera), giacchina, scarpette col tacco, frangetta tirata... mi faccio quasi impressione.
Nonostante la pesantezza e il tempo grigio sono pervasa da uno strano ottimismo... dovuto non si sa a cosa.
Forse sono fiera delle mie doti culinarie: ieri sera ho fatto una torta salata di riso che era una delizia (non l'ho detto solo io, ma anche le coinquiline). Infatti da lunedì sera avevo avanzato il risotto agli asparagi, così ieri sera ho "creato" la seguente ricetta:
in una teglia ho fatto un fondo di pane bagnato e l'ho messo in forno a "friggere" con un filo d'olio. quando il pane è stato bello dorato ci ho messo sopra il riso, ammorbidito dal philadelphia, poi ho coperto tutto con il pangrattato e l'ho messo in forno per mezz'ora... risultato ottimo per un riciclo di avanzi...La cucina è veramente terapeutica, mi rilassa e mi soddisfa...
Non so cosa sia questo strano ottimismo, ma lo prendo tutto con gioia.
L'unico punto dolente è che ieri ho incontrato una bimba che aveva il trolley di campanellino... il mio sogno segreto da anni e sono stata invidiosissima...
Son bei momenti.
Ponte lungo. E faticoso. Sia fisicamente, che emotivamente. Un venerdì sera all'insegna di lacrime di gioia, di nostalgia, partenze, arrivi, ritorni. Il tutto innafiato da alcool per reggere la forza di quello che succedeva (tra l'altro ho bevuto uno dei migliori mojto della mia vita)... A fine serata un incontro, un incontro che pareva anche interessante. Lui, gentile, carino, attento, spiritoso: per una volta uso il cervello e non mi lascio trascinare dagli eventi (e dagli ormoni) e, invece di dargliela, gli do' il mio numero di telefono... lui lo usa alle sette di mattino, prima di darmi il buongiorno... io mi sciolgo... la sera lo rivedo, per caso e lo trovo molto meglio di quello che ricordavo.. Per lui deve essere stato il contrario.. alle 11 è andato a dormire e non mi ha più chiamato... delusione... non so cosa ho fatto di sbagliato, forse niente, semplicemente era finito l'effetto dell'alcool...
Avrei dovuto andare a casa sua la sera che l'ho conosciuto? Non lo so, sono anche stufa delle storie di una notte, e poi sarebbe sparito comunque e mi sarei ritrovata "mollata" e delusa uguale (se non di più)
In compenso (orrore), lunedì mi è piombato in casa Quattro Stagioni (questo personaggio è così chiamato, perchè è ingombrante come un armadio 4 stagioni: l'ho frequentato un po' a gennaio, ma poi era sempre in casa mia e a me mancava l'aria, e poi non mi piaceva, e poi avevo lo stronzo virtuale, accidenti a lui..): alle 3 di pomeriggio ero lì tranquilla che mi facevo la manicure (quadretto trash) e lui suona: per un attimo ho pensato di fingermi la mia coinquilina e di dirgli che Paturniosa non c'era, ma poi mi sarei sentita troppo maleducata.
Morale della favola: 2 ore di rompimento di scatole con lui che voleva farmi coccole e massaggi e io che volevo solo che lui sparisse, perchè mi mancava già l'aria... la prossima volta mi fingo la domestica immaginnaria e lo caccio via, anche perchè pontifica sulla mia vita, sulle mie amiche e su una serie di cose di cui non si dovrebbe occupare...
Inoltre, detto per inciso, era da due mesi che non lo chiamavo, non rispondevo ai messaggi eccetera e lui pensa bene di suonarmi il camapnello? Questo è veramente il fantastico mondo del surreale patologico.
Diciamo che la giornata non è cominciata nel migliore dei modi...
dopo la sbornia malinconica di ieri sera, stamattina alle 6.30 ero sveglia e allora ho pensato bene di lavarmi i capelli (ognuno ha le sue..) mi butto sotto la doccia, shampoo, impacco, esco rigenerata... vado a prendere il phon e ..... era sparito..... mi avventuro in camera di Coinqui, ma non c'era nemmeno lì e allora realizzo, con orrore, che probabilmente l'ha preso una delle vicine e non l'ha riportato...
a quel punto le opzioni erano 2: attacarmi al campanello, svegliare mezzo palazzo e uscire coi capelli asciutti oppure uscire coi capelli bagnati.. dato che erano le sette e un quarto, mi sono fatta una crocchia, ho asciugato la maledetta frangetta con la piastra e so già che stasera avrò il collo bloccato...
Che bei momenti... ecco credo che questi piccoli disguidi, mi aiutino a superare la sindrome da abbandono....
Aggiornamento: il phon scomparso era sotto il letto della coinquilina... che bei momenti.
Per fortuna che non ho fatto la piazzata al campanello delle vicine.
Lo so che dovrei evitare..
lo so che mi fa male, ma rileggo le sue parole e sorrido e riprovo quell'emozione, quella capriola nello stomaco...
poi il dolore e la delusione, perchè nonostante miòòe tentativi da quella parte c'è solo silenzio.
per il resto, la giornata è grigia, il lavoro è tanto, le vacanze sono servite a prender chili e a perder sicurezze...
che palle, per fortuna stasera c'è teatro.
Stanno cambiando troppe cose, tutte insieme e troppo velocemente... Finisce un' epoca, persone con cui condivido la vita e che sono quasi una famiglia se ne vanno... Sono felice per loro perchè seguono amori, passioni, interessi, ma una piccola parte di me soffre, perchè nulla sarà mai come prima. Della nostra corte impazzita mi mancherà tutto:
la nonna che ha i raptus di pulizia assassina, butta via tutto e lava anche il secchio del rudo
la nostra padrona/vicina/signoora, che si preoccupa del cotto e fa favolose torte
la futura rock-star e le sue canzoni, che ormai conosco a memoria,
resterà il ricordo delle colazioni in corte, delle cene e delle feste della passata estate (quando sembrava che io dovessi partire), dei dopopranzo trash, delle canzoni, del vino, della grappa, delle lacrime, delle risate, della mitica cena di pesce, del nostro simpatico vicino che ci insulta, delle mille sigarette, dell'autoanalisi, del parlarsi addosso in modo più o meno costruttivo...
3 su 5 vanno via da Firenze, la quarta non abita già più con noi, ma è una presenza costante (e i suoi bagagli sono ancora in camera mia), lei resta, ma avanti con la sua follia e non è persona che mette radici, come nessuna di noi del resto...
Forse è solo sano che tutto finisca, ma questo non era il momento.
Va bhe, in bocca al lupo sorelle, siete parte del mio cuore e questo non cambia...
Ci sono dei giorni un po' così: teoricamente va tutto bene; c'è il sole, tanto che ho potuto mettere le scarpine nuove (ma più per autoconvincimento che per convinzione), ho passato un bel w-e anche s e faticoso a scoprire i segreti di Antonio e Cleopatra con un maestro meraviglioso, il lavoro va bene, settimana prossima sono in ferie tutta la settimana e andrò su, nella cittadina natia, a farmi coccolare dalla mamma e a riposarmi...
E alloro cosa è questo peso in mezzo al petto, questo formarsi di pensieri non neri ma grigi, questa apatia un po' diffusa, questa voglia di gridare, questa voglia di essere lasciata in pace, ma unita al bisogno di essere coccolata; questa insofferenza nei confronti delle cazzate, questo scazzo diffuso, un po' so che dipende dalla maledetta SPM (che due palle), ma di solito la vigliacca agisce su un substrato preesistente, per cui il mal di vivere è insito e sopra di esso si innesta la favolosa SPM... Soluzioni ? per ora non ne vedo;:
lo shopping? questo mese non ho molti soldi e poi cosa me ne faccio di un altro paio di scarpe?(per qiunato un bel paio di ballerine nere classiche mi servirebbero..)
stare sdraiata sul letto a mangiare liquirizie e caramelle gommose? Mi farebbe sentire bene sul momento, ma poi mi sentirei ancora più una schifezza..
Un bel trattamento Massaggip+sauna? Forse sì, ma vale il problema economico del mese e poi sarebbe solo un palliativo.
Nulla, l' unica cosa da fare è aspettar che passi... tanto passa tutto.