venerdì, 29 giugno 2007, ore 09:03

E anche questa è fatta. faticoso, ma divertente. Per me difficile, per come sono, per le mie paure, per le mie menate, ma allo stesso tempo assolutamente soddisfacente per il mio ego che ogni tanto è un po' ipertrofico... Siamo state rane, tanguere, donne languide e rane di nuovo... Un gioco, cambiamenti di ritmo e un gioco in più nell'accettare di essere sempre quella un po' fuori dagli schemi (sbagliata, originale, sfigata, chi lo sa?)
Oggi dolore alle gambe, lividi, ma ancora un sorriso...
E sabato è IL giorno!!!!
paturniosa
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categoria : teatro, wannabe

giovedì, 28 giugno 2007, ore 10:45

Ho fatto tardi ieri sera. La prova generale è finita tardissimo. E poi sembravamo un po' tutti restii ad andare via... Un ciclo è comunque finito. Stanchezza, energia, panico, risate, cazzate... Per essere una generale è andata bene. Son più preoccupata per stasera. Non mi sento a mio agio. Maestradanzatrice dice che devo solo mollare, ma io ho in mente la mia "faccia del terrore"... Devo canalizzare. Se mi rimane un neurone libero devo anche cercare di non cadere nello stesso punto in cui sono caduta sabato e ieri (E ora sono continuamente a spalmare Voltarenne sulla gamba- bei momenti)...
paturniosa
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categoria : pensieri, teatro

mercoledì, 27 giugno 2007, ore 10:20

Uno dei miei film del cuore è Casablanca. Sarà che l'ho visto mille volte con la mamma, sarà che "As time goes by" è bellissima, sarà che sono innamorata cotta di Rick... Ecco Rick è un vero figo, perchè pur essendo burbero, e pure un po' stronzo (- cos ahai fatto ieri sera?- non me lo ricordo! - e cosa fai stasera?- non faccio mai programmi a così lunga scadenza_) è coraggioso e con il cuore spezzato. Guarda la vita con quell'aria disillusa di chi ne ha viste tante, preferisce passare da stronzo che da eroe e poi ha quello sguardo tenebroso-sofferente che fa sciogliere i cuori... La povera Ilse, che alla fine si ritrova a stare con quella mozzarella boriosa di Viktor Laslo, pieno di certezze, mai un dubbio santocielo, mi fa un po' pena, anche perchè è chiaro che non ha possibilità di scelta (o forse sì, ma sceglie male)... Io al suo posto avrei fatto la cameriera al Rick's per tutta la vita, ma si sa, negli anni '40 le priorità eran diverse

PS: il titolo al post è la citazione di un altro mio film del cuore. E non credo ci sia bisogno di dire quale.
paturniosa

martedì, 26 giugno 2007, ore 10:47

- Miagolino-Amilcare- figlio del demonio sta diventando sempre più arrogante, ma mi fa troppo ridere, la sicurezza con cui occupa gli spazi è invidiabile, vorrei averla io

- Dopo la notte della luminara non ho più avuto il coraggio di mettere di nuovo le scarpe da Dorothy, e questo è male

- Da domani a sabato tra prove, spettacoli e quant'altro sarò tutte le sere in teatro (mi fa più angoscia giovedì di sabato, al momento)

- Se Coinqui dovrà andare via per colpa della padrona mi dispiacerà tantissssssssssssssssssimo, e cercherò di fare tutto per evitarlo

-Ho preso il biglietto per la Spagna, e ho organizzato nel dettaglio tutto il mese di agosto (che roba da anziana)

- Ho provato un nuovo parrucchiere e non sono mica tanto soddisfatta

- Mi sono innamorata. Di John Fante.

- La mia vita sentimentale è un deserto, ma meglio il deserto del delirio degli ultimi mesi.

- Ho fame.

- Leggendo quello che ho scritto mi accorgo che le mie associazioni di idee sono inquietanti.
paturniosa

lunedì, 25 giugno 2007, ore 10:02

Ci sono persone che arrivano nella tua vita per caso.
Ci sono persone che spariscono dalla tua vita senza un motivo.
Ci sono persone che ritornano nella tua vita esattamente al momento giusto. Credo che sia una specie di questione karmica... Questione di attimi. Consapevolezza che un momento è finito. E gioia per sentirsi di nuovo leggera, senza troppe menate, senza l'attesa. Ho riso, tanto. Un ciclo, la stessa situazione di due anni fa. Io, che affronto le cose con un'altra attitudine. Forse presto aggiungerò l'aria a acqua, terra e fuoco. sarebbe un buon passo avanti. Del resto marco ogni fine con un segno. Schiena e ombelico sono testimoni delle mie paturnie, e dei miei inizi. Sorrido. sorrido.sorrido.
paturniosa

venerdì, 22 giugno 2007, ore 13:25


Avvertenza: questo post è stato scritto tanto tempo fa. Credo ancora fermamente che la pratica del pat-pat sia abominevole, ma è un po' che non mi capita, ma volevo condividere questa irritazione con voi...


Attenzione: questo è un pezzo di denuncia .
Io propongo una legge che proibisca il Pat-Pat.
Spiego cosa è il Pat-Pat.
Hai amato un uomo, o magari hai solo creduto di amarlo,ci hai passato del tempo, ci sei andata a letto.
Poi è finita, di solito male; lui è andato via, tu hai passato dei mesi a dimenticarlo; hai fatto anche lo sforzo, per quella sindrome di Pollyanna che ti contraddistingue di cercare di tirare fuori il buono che c’era stato nella vostra relazione..
Cerchi di non pensare che lui era uno psicopatico, o un alcolista o un allergico alle relazioni (o tutte tre le cose insieme), ma solo che in fondo gli hai voluto bene e che sei stata bene con lui…
Passano i mesi e tu elimini il dolore e rinasci dalle ceneri, magari non splendente come una fenice, ma comunque più forte..
Lo incontri e ci fai due chiacchiere senza problemi, ma vedi anche i suoi difetti e ti chiedi come hai fatto a essere innamorata di uno così..
Poi una sera senza motivo lui per salutarti ti si avvicina e ti fa pat-pat sulla spalla…

Ecco credo che a questo punto dovrebbe essere legale l’omicidio.

Brutto ominide, io ti ho amato, ho sopportato i tuoi scazzi e tu mi fai pat-pat come se fossi un cane….sai cosa ti dico?
Pat-pat fallo a tua sorella a tua mamma alla tua vicina di casa..
Io non voglio la tua condiscendenza..
Dimmi ciao, dimmi vaffanculo, dimmi niente ma non farmi pat –pat!!!

Cosa significa pat-pat?

Significa che sei uno sfigato egoriflesso e che dovresti essere internato.
Significa che quel tuo sorrisino da grand’uomo mi far ridere
Significa che ho buttato via il mio tempo
Significa che ti dovrebbero insegnare l’educazione

Pat –pat si fa ai bambini, ai cani e ai cretini….

Sai cosa ti dico? La prossima volta che ti vedo Pat-Pat te lo faccio io!!
paturniosa
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giovedì, 21 giugno 2007, ore 08:57

Che cosa vuol dire saper scrivere? non lo so. Io più che altro so leggere. Che detta così sembra una frase cretina, ma non lo è. Dice: tutti sappiamo leggere. Vero! Tecnicamente tutti sappiamo leggere, ma appunto tecnicamente, ovvero sappiamo come sono fatte le lettere e sappiamo che quelle lettere messe insieme hanno quel significato. Tutti tecnicamente sappiamo anche scrivere, cioè sappiamo che certe lettere messe insieme hanno un significato, e che se vogliamo comunicare dobbiamo metterle in un certo modo.


Tuttavia il saper scrivere sul serio è un'altra cosa: è avere un respiro, un estro creativo nel trovare immagini nuove, un ritmo che varia, una voce (e miliardi di altre cose, che non starò qui ad approfondire)


Saper leggere bene vuol dire individuare le voci e il ritmo, capire quali sono le motivazioni di un autore, capire se ciò che si sta leggendo è un libro di testa, di cuore o di pancia. Certo c'entra il gusto personale. Saper leggere non vuol dire leggere solo i classici. Vuol dire essere onnivori. Vuol dire passare tra i generi. Vuol dire mettere la lettura tra i sommi piaceri della vita (diffidate di chi vi dice: non ho tempo per leggere, come dice il mio amato Pennac, Il tempo per leggere è tempo rubato al tempo per vivere). Saper leggere vuol anche dire prestarsi agli amici aspiranti scrittori e vedere le loro cose, trovare le incongruenze, essere critici. Saper leggere vuol dire emozionarsi per una frase, ma anche per una storia, anzi, soprattutto per una storia. La storia è la cosa più importante. Io credo che una non storia, per quanto raccontatata con la forma più bella del mondo sia stucchevole, mentre è difficile che una storia che funziona sia scritta male...


 


Potrei andare avanti per ore. Ma io non so scrivere. So leggere.

paturniosa
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mercoledì, 20 giugno 2007, ore 14:33

De algo estoy segura

Hoy no siento lo mismo

A veces dudo si mi corazón

Te ha hecho caer en un oscuro abismo

De algo estoy segura

Ya no eres el fantasma

Que me rondaba haciendo un callejón

Cada segundo donde te pensaba



No siento la llamada de tu piel

Ya no termino con la piel en llamas

No sé mañana, sé de hoy y



Hoy no es amor, no es ternura

No es odio, ni amargura

Hoy he salido de ti, bordeando la locura

Hoy
no es pasión lo que siento

No es pena, ni tormento

Hoy he salido de ti y entre lágrimas

vi romperse el firmamento



De algo estoy segura

No sabes lo que sientes

Pero no quieres que me lleve el mar

Por si me pierdes entre la corriente

De
algo estoy segura

Lo nuestro está en tus sueños

Y tienes miedo a hacerlos realidad

Por si descubres que así no te quiero



No siento ganas de luchar por ti

Ya no me dejas a morir por dentro



Te dejo la llamada de mi piel

Mientras decides sí o no te dejo

Y no te miento, sé que siento que

Hoy no es amor, no es ternura...



paturniosa
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mercoledì, 20 giugno 2007, ore 08:21

Se c'è un momento della giornata che è sempre (o quasi) piacevole è quello tra le 6 e le 9 di sera...


Io esco dal lavoro, torno in centro a piedi e poi, un'aperitivo, una birra, una chiacchiera, una visita, una piazza, una cucina. Momento lontano dallo stress del giorno e volendo anche dal "fare qualcosa" della sera. Il cazzeggio preserale è senza impegno, ma permette di mantenere rapporti che sennò uno perderebbe, da l'idea di stare in vacanza (ed è la piccola vacanza della giornata); ha una bella luce...   E pensare che quando lavoravo nel posto di prima (ridente cittadina di Monculi di Sopra), tornavo in città non prima delle otto e tutto questo me lo perdevo...

paturniosa

martedì, 19 giugno 2007, ore 12:44

La mia generazione ha avuto fortuna, almeno in una cosa... mentre i 15-16enni di oggi si cuccano, Moccia, i 3MSC e i luccheetti, noi abbiamo avuto Jack Frushante. Lo so i più intellettuali storceranno il naso, ma io, che intellettuale non sono, non mi vergogno a dire che quel libro è stato un vero caposaldo della mia buia adolescenza. Alex e Aidi facevano il liceo classico, come me. Aidi studiava le stesse cose che studiavo io (prima liceo).  Le trasgressioni loro erano alcool e canne (io solo alcool), leggevano Il piccolo principe e io scrivevo sulla smemo il pezzo della volpe e pensavo che il colore del grano fosse una cosa per cui valeva la pena di piangere.


Due anni fa mia mamma, professoressa di italiano al liceo, mi ha obbligata a leggere 3MSC perchè le sue allieve 15enni le avevano detto che era il loro libro preferito e lei voleva il parere di una quasi-giovane..Io ho provato a spiegarle che c'era più gap generazionale tra le mie allieve e me che tra me e lei, ma non c'è stato verso.


Quindi io posso dire che 3MSC non può neanche lustrare le scarpe a Jack Frushante... le ragazzine di oggi si tengano pure il mito di Step (e di Scamarcio), noi ci terremo il vecchio Alex , peraltro più simpatico e rassicurante (e con la faccia di Stefano Accorsi prima del tracollo).


Comunque Brizzi dopo non ha più imbroccato un libro /(almeno secondo me)

paturniosa
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