lunedì, 29 ottobre 2007, ore 22:27

Leggo su Vanity, la mia rivista del cuore, l'intervista ai redivivi Take That e mi vengono in mente una serie di siparietti divertentissimi. Io e le mie amichetteeravamo tutte super fans dei Take That. Avevamo pure le videocassette con i video e li guardavamo tutte insieme facendo i balletti (gioventù bruciata).

Ognuna aveva il suo preferito:

le crocerossine dall' occhio lungo adoravano  Robbie;

le brave ragazze amavano Mark;

le aspiranti fricchettone stravedevano per Howard (che a un certo punto si era fatto pure i dread)

quelle che dicevano di amare i take that per le canzoni stimavano Gary.


A me piaceva Jason ( Cesson, come lo chiamava il mio amico L. che si divertiva a scarabocchiare sulle foto dei TT che io attaccavo sulla mia smemo). Cesson era un mistero: non era bello (pure un po' butterato),non cantava, ballava e basta, ma io lo ritenevo il mio preferito. Non lo so come mai, forse perchè mi volevo distinguere, forse mi faceva tenerezza che nessuna lo cagasse, ma per me Cesson Orange era "il meglio fico dei TT". Ho scoperto nell'intervista di Vanity che è stato lui a far scappare Robbie dal gruppo, vedi che allora un po' di personalità ce l'aveva, povero Cesson.

Comunque uno dei momenti più brutti della mia adolescenza fu quando mia mamma mi impedì di andare al concerto dei TT a Milano; avremmo dovuto andare al concerto e poi dormire a casa di un cugino di un'amica e mamma di pat disse uno dei pochi No della sua carriera. Ci ho messo anni a perdonarla!!!!! 

paturniosa

lunedì, 29 ottobre 2007, ore 09:54

Questo fine settimana  (lungo) torno a casa, ma sarà un fin settimana non rilassante ma faticoso e non molto piacevole.

Dovrò affrontare con i miei un discorso duro e difficile, saranno lacrime e crisi e tutta una serie di cose poco piacevoli che mi guasteranno, almeno in parte,  il finesettimana.

Parlarne con loro renderà tutta la situazione più vera, ed invece in queste settimane ho applicato un po' un meccanismo di rimozione, mettendo un po' la polvere sotto il tappeto e facendo un po' finta di nulla.

Per la prima volta da tanti mesi non vado a casa on il cuore leggero.

Per la prima volta non vado con la speranza di incontrare il fantasma, ma anzi non dirò nemmeno che ci sono, così non sto a rimuginare.

Per la prima volta la mia preoccupazione del viaggio non è sapere con che capelli tornerò.

Per la priam volta l'andata sarà lunga come il ritorno.

paturniosa

sabato, 27 ottobre 2007, ore 22:36

Questa settimana non ho scritto molto, almeno non qui. In compenso mi sono divertita molto da TFM e da Viola e ho cominciato lavorare a un progetto, che mi sta prendendo molto.

un po' di cose però avrei da dirle, andiamo per punti, tanto perchè le cose non vadano perse "come lacrime nella pioggia":

- sono andata in un locale dove andavo praticamente tutte le sere il primo anno che stavo a Firenze. Era un locale piccolo, era gestito da un signore sorridente e dai suoi due figli ed era speciale. In questo locale mi sono divertita, mi sono sbronzata, ho conosciuto il musicista fricchettone (o meglio punkabbestia), che mi ha complicato un po' la vita, sono scappata alcune notti in motorino, ho ballato, cantato, riso. Poi con il tempo ho cominciato ad andarci meno, ma ogni volta che tornavo un viso sorridente mi accoglieva ed era come tornare a casa. L'altra sera sono andata in quel locale con le amichette di teatro ed ho scoperto che ha cambiato gestione. E' stato un colpo, come tornare a casa e vedere che è abitata da altre persone. Poi la serata è andata bene, ma la malinconia di fondo è rimasta;

- in questi giorni a Firenze c'è il Festival della Creatività: ci sono andata ieri sera e oggi, e mi sento molto creativa: oggi ho rincontrato un amico che non vedevo da un po' ed è stato piacevole, anche se il rapporto con questa persona è sempre stato un "mistero insondabile,", come direbbe la Virgh ;

- il gentiluomo empolese, dopo un messaggio molto carino è sparito, nonostante quello che suggerisce la mia amica M. non ho intenzione di chiamarlo, e questo conferma la teoria di Coinqui, che non me ne frega poi tanto;

- credo di aver imparato a mettere i link- gioia gaudio applausi.


FINE.


Ora torno a vedere la DeFilippi, che stasera ho voglia di sentirmi trash, mangiare schifezze e frignare (SPM in arrivo sul binario 2.

paturniosa

lunedì, 22 ottobre 2007, ore 22:38

Stasera ho mangiato la prima minestrina della stagione. Sarà che oggi ho preso un gran freddo, sarà che sento l'inizio dell'inverno, ma era l'ora. La minestrina è più di un piatto. La minestrina è la cura al freddo esterno e interno. La minestrina scalda e pulisce. La minestrina coccola. E poi, diciamolo, la minestrina è buona. Se poi si ha l'accortezza di aggiungere alla minestrina un formaggino e il parmigiano grattugiato il mondo appare sotto una luce migliore.


Con la minestrina ho un solo problema: mi crea dipendenza; un inverno ho mangiato la minestrina a cena per una settimana di fila. In questa cosa non sono affine auno dei miei spiriti guida, ovvero Mafalda, che quando la mamma le impone la minestrina fa' tutta la bocca storta.


Volendo si può aggiungere anche l'uovo, ma io preferisco la ricetta classica, dopotutto sono una tradizionalista...


 

paturniosa
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lunedì, 22 ottobre 2007, ore 11:11

Giovedì scorso:


Mi arriva un messaggio che finisce con "a presto" e io passo ora criticare il gentiluomo che me l'ha mandato tacciandolo di insensibilità, maleducazione e quant'altro.


Coinqui giustamente mi fa notare che da altri soggetti, uno per tutti l'attore, ho accettato ben di peggio e che sono una bestia.


Questo era l'antefatto.


Stamattina. H. 11.40. Gentiluomo mi ha mandato un messaggio carinissimo che ha tirato su le sorti della fredda mattinata, in cui, come ho detto mi hanno dato e tolto la stufetta nel giro di un'ora.


Coinqui ha ragione. Sono una bestia. Mi faccio piccina piccina e vado a nascondermi nell'angoletto. Però... il fatto di essere così severa con il gentiluomo mi deve far pensare. Medita Pat. Medita.

paturniosa

lunedì, 22 ottobre 2007, ore 08:53

Mi hanno appena portato una stufetta in ufficio.




Forse non morirò...


 


Aggiornamento: ho cantato vittoria troppo presto.


Il mio capo mi ha rubato la stufetta. Sono di nuovo una piccola fiammiferaia.

paturniosa
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sabato, 20 ottobre 2007, ore 00:30

Come è possibile che le parole abbiano così tanto potere? Come è possibile che ricevere un libro nella casetta della posta faccia palpitare il cuore? E come è possibile che, nonostante io ormai sappia che siamo immagini create dalle nostre menti mi senta ancora così legata a fantasmi.  mi vengono in mente parole a caso: giornalino, gennaio, cioccolata, divano, colazione da tiffany, rum wiskey, teatro, piante grasse. ma niente di tutto ciò è esistito. Sono solo parole.


ma le parole hanno un peso. Guarda quello che fa, non ascoltare quello che dice. Imperativo sacrosanto, consiglio che elargisco sempre alle amiche, ma che non so seguire, perchè sono schiava delle parole dette e scritte.


Ed è vero, chi sa usare le parole mi tocca il cuore e il cervello. E dimentico i nervi in tre minuti. Parole e pancia, vado avanti così, senza un briciolo di razionalità. Inflessibile nel mio lucido delirio, perchè chi mi fa sciogliere con una frase (o mi gela) può permettersi tutto o quasi.


grazie al cielo ci si ride, poi. (un ridere che non vi dico)

paturniosa

giovedì, 18 ottobre 2007, ore 11:09

Oggi in ufficio ho addosso:


maglioncino di lana fine


maglione spesso a collo alto


collant


calzini


pantaloni invernali


stivali


Nonostante ciò ho le mani congelate.


Nella mia stanza ci sono 15 gradi. Ogni ufficio ha la sua stufetta di emergenza, mentre io e capa-pazza siamo tenute in ibernazione. Ora è vero che il freddo non fa venir le rughe e rassoda, ma francamente eviterei volentieri di finire falciata da una broncopolmonite come una signora delle camelie qualsiasi.


Che dite? Sciopero?

paturniosa
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categoria : ufficio, vitamia

martedì, 16 ottobre 2007, ore 22:32

Questo post è solo per comunicare al mondo che questo post è stato scritto con il mio portatile rosa che oggi è finalmente arrivato a casa.


Della serata passata con la virgh dirò in seguito.


 

paturniosa
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lunedì, 15 ottobre 2007, ore 16:18

Mi piacciono i complimenti. Mi piacciono le risate. Mi piace che mi si lasci il mio spazio, ma non troppo. Per il resto non ho una certezza che sia una. Non so quanto lo voglio nella mia vita e non so quanto lui voglia me nella sua. Poi: mi racconto palle da sola, ma sono contenta di ritorni che dicevo di non volere. Non son capace di stare arrabbiata. E' fisiologico. E non son capace nemmeno di non raccontarmi cazzate nel bene e nel male a botta calda. Voglio cambiare idea con facilità. 

paturniosa
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categoria : vitamia, wannabe