mercoledì, 30 aprile 2008, ore 08:21

Il trolley color pervinca/ carta da zuccero (ovvero colore indefinibile ) è pronto. Devo stare via per più di due giorni e credo di aver esagerato con le cose portate via.

Ma la sindrome del nonsisamai domina le mie sinapsi. Neanche sotto tortura confesserò il numero di scarpe che porto a casa per 4 giorni. Porto a mia mamma i libri di Fred Vargas, perchè deve darle anche lei una seconda possibilità.

Venerdì andrò dal nazista e poi nella mia profumeria preferita,; ho smarrito la mia busta dei trucchi in teatro sabato e devo ricostruirla. (sarà un po' costoso, ma divertente... magari mi faccio accompagnare dalla mamma).

Vedrò l'amicasorella, le darò il regalo di compleanno (che ho lì da marzo), prenderò il sole, guarderò film, dormirò.

Forse un giorno ci saranno le terme. E domenica le occasioni mondane.

3 libri diversi, che denotano la mia schizofrenia nei confronti dei generi letterari. Oggi devo pure fare il cambio a Milano. E io odio il cambio a Milano. (da leggersi con la voce di puffo Brontolone, che qui abbbiamo dei riferimenti culturali altissimi).

Ecco.

paturniosa
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giovedì, 24 aprile 2008, ore 22:49

Tra le mie cose più care c'è un mazzo di tarocchi. Me li hanno regalati due amiche streghe, in un'altra vita, quando stavo nella città sul mare.

Sono delle carte grandi, che di nome fanno i tarocchi dell'alba dorata. Hanno dei disegni bellissimi. Il più bello è il Giudizio, una donna con un vestito blu, che indica la donna che scegli e decide. E poi ci sono le stelle, carta bellissima da vedere, ma dal significato ambiguo. Poi Ruota della Fortuna, Carro del trionfo, gli Amanti. E poi l'appeso e l'eremita. Che io quei due li odio.

Mi piace leggere le carte. Mi piace vedere il viso della persona a cui racconto la storia narrata dalle lame.

Purtroppo non me le posso fare da sola.

In questo momento ce ne sarebbe bisogno.

Secondo me uscirebbero la luna, le stelle, l'appeso, il mago e il diavolo.

Per dirla in parole povere:

illusioni, passione, indecisione.

Fumo e rifletto.

O rifletto e fumo.

paturniosa
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categoria : magapat

martedì, 22 aprile 2008, ore 08:48

Si sappia che sto per mettermi a urlare forte forte.

Così per vedere di nascosto l'effetto che fa.

paturniosa

domenica, 20 aprile 2008, ore 23:50

Ho trovato il tempo di mettermi lo smalto sulle unghie. Guardo le mie mani sulla tastiera e mi sembrano un po' diverse, ma non mi dispiacciono.

Da sempre metto lo smalto solo in primavera ed estate, e questo finesettimana finalmente c'è stato un po' di sole. I primi gelati (cioccolato e fragola, come quando ero piccola- e il cioccolato di Via dei Neri sta un passo avanti a tutti), gli occhiali da sole da diva, poter stendere i panni al sole, il colore del cielo di Firenze, che a aprile e maggio ti ripaga di tutti i mesi invernali e del caldo infernale di agosto.

Una notizia bellissima da un'amica a cui voglio un bene dell'anima.

Leggo Fred Vargas, non riesco a leggere alto. Carmen continua a cantare nella mia testa e ora è pure ospite dalla Dandini (Qualcuno direbbe Tutto Torna).

Prove, prove, prove, che tra una settimana si va di nuovo in scena.

Chi dovrebbe stare fuori ritorna per vie traverse. Non voglio sapere, ma forse si.

paturniosa
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giovedì, 17 aprile 2008, ore 09:21

In questo momento sarebbe utile una nuova puntata della lista delle Cose che piacciono a me,  ma non ne ho la forza e nemmeno l'energia.

Quella di oggi si potrebbe definire una giornata orribile, puzzona, impestata, impegnativa, smagante, stressante... e potrei continuare per ore.

E lo so a priori. E questo è ancora peggio.

Che non c'è neanche la consolazione di una sorpresa.

Vabbè, vado a prendermi un caffè.

E a fumare.

paturniosa

domenica, 13 aprile 2008, ore 21:46

Se fossi al tavolo di un'aperitivo nella cittadina natale davanti alle amiche che si divertono ai racconti delle mie gesta, sottolinerei la mia sfrontatezza nel mandare un messaggio dopo mesi, sul batticuore della risposta e sul suo arrivo alle sette della mattina.



Se parlassi con le mie amiche, che hanno seguito tutta la storia tramite mail o dal vivo, sottolinerei l'assurdità del fatto che, anche se lo vedo pochissimo, ogni volta mi emoziono come una sedicenne. Sviscerei i motivi per cui una persona, che razionalmente non è adatta a me, mi porti a non tenere conto di orari, situazioni, stanchezze, magoni.



Se parlassi con le mie amiche-colleghe, con cui cerco di mantenere una parvenza di donna intelligente, ridurrei il fatto a un semplice episodio, che è capitato, ma che non turba la mia apparente serenità.



Invece, da sola davanti a uno schermo, provo una sensazione mai provata prima. Mentre lui era qui lo guardavo e lo sentivo irreale, ero contenta, ma non felice come al solito. Ora ho come un gusto amaro in bocca, ma non sono triste. Non sono nella fase Moon River (di solito dopo i nostri incontri canto Moon River da sola sorridendo tra me e me), ma non sono neanche arrabbiata, nè con lui nè con me stessa. Il mio cervello dice che lui (il cervello) non c'era e che se c'era dormiva e quindi non vuole esprimere un parere. La pancia parla meno del solito, perchè oltre al solito svolazzo di farfalle, ha sentito anche una sensazione di fastidio, piccola, impercettibile, ma comunque presente. La pelle i capelli, le ossa e gli occhi hanno memoria e se ne fregano.



E in tutto questo casino nella mia testa solo Carmen Consoli, che canta:



Per tutte quelle volte, in cui ho creduto, sul serio di annullarti dalla mia testa....

paturniosa

venerdì, 11 aprile 2008, ore 10:31

Posso votare da 11 anni, da 10 anni e mezzo vivo fuori casa, lontano dalla città in cui sono nata e in cui voto. (La residenza continua a essere lì, come per la maggior parte di noi fuorisede di lungo corso fino a quando non si sa). Ciò vuol dire che, dal mio secondo voto, ho sempre preso un treno. Prima erano quattro ore, poi sono diventate sette, ma non ho mai rinunciato una volta sola. Ci sono state volte in cui andavo piena di entusiasmo e super convinta: mi ricordo una mattina di giugno di qualche anno fa, una mattina di sole e la percezione di fare quello che andava fatto, senza se e senza ma (poi non è servito a nulla, ma questo è un altro discorso); ci sono state volte in cui andavo solo per dovere morale, sapendo bene che le cose sarebbero cambiate di poco.



Questa volta ho deciso che non salirò su quel treno. Il mio certificato elettorale rimarrà nel cassetto, vicino alle chiavi di casa dei miei.



Questa volta non posso cercare il meno peggio. Questa volta non voglio  appoggiare nessuno. Questa volta mia asterrò e starò a guardare cosa succede.



E lo farò con una tristezza infinita.




paturniosa

mercoledì, 09 aprile 2008, ore 21:47

Ieri avevo una missione: dovevo andare in un piccolo centro qui vicino a fare una cosa per lavoro. Dovevo essere lì per le 4, ma sorpresa sorpresa, ieri c'era sciopero degli autobus dalle 3 alle 5. Ora, io mi muovo solo con i mezzi pubblici, per cui ho dovuto risolvere la prima difficoltà. Dico a capabionda: "non faccio pausa-pranzo ed esco direttamente alle 2, così ce la faccio ad arrivare in tempo." Questo implicava arrivare nel piccolo centro desolato un'ora prima, ma mi pregustavo un'oretta rannicchiata in un bar a bere caffè e a leggere il mio amato libro di Fred Vargas (dimostrazione che una seconda possibilità a un autore -o a un'autrice- va sempre data).

Alle 2 esco, piove (perchè io sono fortunata). Vabbè io ho sempre l'ombrellino pieghevole nella borsa, quindi sono a posto.

Salgo sul primo autobus, tutto bene. Salgo sul secondo e una signora enorme mi si siede vicino.l'autobus parte e la signora crolla addormentata. Ogni tanto mi butta addosso un braccio e mi spinge fuori dal mio posto. Vabbè, mi immergo in Fred Vargas e faccio finta di niente.

Al momento di scendere mi accorgo, con orrore, che, non so quando e non so perchè, qualcuno ha attaccatto un cicles (gomma da masticare-ndt) sotto la mia borsa; io non me ne sono accorta e ho appoggiato la borsa sul tubino grigio da vera donna in corriera che mi ero messa per fare bella figura.

Niente panico, mi dico! Per fortuna il vestito è in eco-pelle non scamosciata e io ho un'ora di tempo davanti.

Trovare un bar aperto nel piccolo centro piuttosto desolato non è facile, ma alla fine trovo un locale super fèscion e quasi vuoto fatta eccezione per due vecchini che parlano di calcio e che fanno uno strano contrasto con l'ambiente wannabe milano da bere.

Vorrei fermarmi a ascoltare cosa pensano della Fiorentina, soprattutto per cercare di capire perchè non sono al bar sport, ma non posso: ho una missione da compiere.

Mi precipito in bagno e provo a riparare il danno: acqua calda, sapone e una buona dose di imprecazioni fanno sì che io riesca ad uscire dal bagno con il vestito quasi a posto; in compenso i vecchini sono spariti e non saprò mai cosa ci facevano lì.

Chiedo un caffè, un bicchier d'acqua e mi preparo a ciò che mi aspetta.

Sono già stremata e il bello deve ancora venire.

...Continua (?)

paturniosa
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martedì, 08 aprile 2008, ore 09:04

Siccome non sono abbastanza avanti per avere un tuitter scrivo qui:

Che sta facendo Pat?

Si mangia il fegato e sta per mandare al diavolo una collega arrogante, presuntuosa e maleducata, perchè va bene essere garbate e fate dei fiori, ma a tutto c'è un limite!

paturniosa