Come vedete nel sottotitolo ho perso un po' le parole.
E la voglia di scrivere.
Non chiudo, son sempre qua.
Ma, incredibile a dirsi, taccio.
Una settimana che non scrivo.
Avevo in mente un post in cui elogiavo il garbo e la cavalleria, che non sono morti.
E invece.
Invece, siccome sono circondata oggi vi presento:
il momento dell'invettiva-
Perchè caro collega in procinto di sposarti (e per in procinto si parla di 6-8 mesi) ti senti in dovere di informare l'universo mondo in merito a pranzo, vestito, cerimonia, viaggio di nozze, e quantaltro.
E se a me non me ne potesse importare di meno del tuo stramaledetto viaggio di nozze e delle tue bomboniere pidocchiose?
E lo so che non stai parlando con me.
Ma urli.
E mi dai noia.
Fisicamente- proprio-
Che poi questo razzismo io non lo sopporto? Perchè per il matrimonio si ha una licenza matrimoniale lunghissima e io da single non posso prendermi l'equivalente in ferie un anno che decido io?
Questo è vero e proprio razzismo.
Ora io annuncio che voglio sposarmi con me stessa in occasione dei miei 30 anni e per il compleanno più temuto vado via un mese.
E se mi gira mi faccio anche le bomboniere per me stessa.
Ho una nuova dipendenza.
Sono un coacervo di vizi.
Dopo le caramelle gommose, i tacchi alti, le serie TV e la musica trash ho sviluppato una preoccupante passione per i negozi Tuttoa99centesimi, Tuttoa69centesimi, Europoint e affini...
Se mi sento un po' triste e incazzata con il modo, o se semplicemente piove (come succede da mesi e mesi a questa parte), mi infilo in uno di questi luoghi di perdizione e mi rilasso.
Giochini luminosi, portachiavi improbabili, oggetti di cancelleria inutili ma bellissimi, scatole scatoline, scatolette, bolle di sapone, fischietti
e poi
smalti e rossetti di tutti i colori del mondo, elestici per capelli, lime da unghie a mille fantasie...
Comprerei qualsiasi cosa.
Ieri, giornata piovosissima, sono entrata da Europoint e ne sono uscita con un rossetto rossissimo (che mi serve per teatro) e uno smalto brillantinato sul rosso arancione.
Ho speso 2 euro e son stata contenta e mi son sentita solo meglio.
Come dipendenza quindi direi che è abbastanza innocua, ma il giorno che comprerò un portachiavi a forma di crocs rosa con sopra una margherita capirò che è il momento di curarmi.
Che poi: nel Tuttoa99centesimi del mio quartiere hanno pure le mitiche gommose della Haribo (che come si sa è la bontà, che si gusta ad ogni età), per cui unisco due dipendenze in un solo momento.
Ma tanto, posso smettere quando voglio.
No, è che a me giugno fa paura.
Penso giugno e mi viene in mente "Fresca era l'aria di giugno e la notte sentiva l'estate arrivar":
Penso giugno e fuori dalla finestra vedo il grigio.
E non capisco. Non capisco più come stare:
Ho miliardi di cose da fare. Domani di nuovo Bologna. E poi.
Mi sto stufando di scrivere questi post di frasi smozzicate.
Devo ritrovare umorismo e cazzeggio spensierato.
Smettere questa fase esistenzialista poetica di cui ho le tasche piene.
Ho voglia di cose concrete. Di fatti. Le parole mi stancano.
Le parole che scrivo e che leggo sono come sigarette, non posso farne a meno, ma so che mi fanno male.
Invece ho voglia che mi succedano delle cose. Possibilmente divertenti.
Cose da non scrivere perchè sono troppo grandi (o troppo piccole).
Ho voglia di realtà.
Ho voglia di una strada di mattoni gialli e di sentirmi Dorothy.
Ho voglia di ridere di pancia fino alle lacrime.
Ho voglia di sporcarmi le mani per preparare una cena.
Ho voglia di silenzi pieni (se capite cosa voglio dire).
Alcuni sprazzi da questo week-end in terra natia.
Cibo, cibo, cibo.
In questo momento nella piazza sotto casa mia stanno facendo la giornata deello sport con mille bambini che fanno il giocagiuè (saltare, salutare, autostop)
Tra poco so che mio papà si mettera a borbottare contro questo tipo di iniziative.
In questi giorni sta piovendo meno del previsto, anche se c'è lo stato di allerta.
In questi giorni ho riscoperto il piacere di fare le bolle di sapone. Fuori dai locali mi piace tirare fuori il mio flaconcino, soffiare e provare l'effetto socializzante della bolla di sapone (in questo momento i bambini sono passati a asserehè... stimolo di violenza).
Ma dicevamo delle bolle di sapone. E' incredibile come la gente in generale si faccia incantare dalle bolle.
Che poi l'altra sera mi hanno regalato anche quelle alla mela verde (grazie, grazie).
Poi le amiche: amiche ritrovate, amiche che si stanno perdendo. La vita fa dei giri strani e ti trovi al tavolo di un aperitivo con chi non avresti mai creduto e manca invece chi avresti sempre dato per presente.
Ai giri stani mi adeguo, girando sui tacchi e soffiando le bolle di cui sopra.
Prendo le cose come succedono e non mi aspetto nulla dalle persone.
Rido molto in qiesti giorni.
E cerco di non pensare a certe responsabilità e a possibili cambiamenti.
Sto veramente acquistando leggerezza e quasi noncuranza.
Non so se questo mi piace sul serio.