Mentre Lei sta girando lo spin-off a Roma (Come Addison Montgomery ex-Sheppard) gli scemeggiatori del celeberrimo docu-fiction Neighbours (ovvero le allegre avventure delle due case sulla corte) si stanno sbizzarendo a fare mille scherzi al mio personaggio.
A parte il fatto che hanno sostituito il persoanggio del gatto Miagolino (il figlio del demonio più affascinante del globo) con il cane Rolly (per gli amici Fluffy), che è tanto amico delle donne (qualunque cosa questo voglia dire) e abbaia a tutto spiano, la cosa più grave è che si stanno divertendo a mettere sulla mia strada un numero di elementi da sbarco decisamente superiore al normale.
Io rido e raccolgo materiale per la mia autobiografia.
Il capitolo di questo periodo si potrebbe intitolare "Il loro primi 40 anni (Si vabbè ma io che c'entro)".
Le matte risate; gente che porta le mutande lunghe sotto i jeans ( e giuro che non è un'esagerazione), gente che scompare e ricompare così, senza motivi, gente che si ricorda di comunicarmi di avere una fidanzata solo in un secondo momento, gente con lavori improbabili, ma affascinanti, gente che sfodera garbo e gente che il garbo non sa nemmeno cosa sia, gente che mi ha capito con uno sguardo e gente che non ha capito proprio nula di me; gente che mi fa ridere (a volte di e a volte con.)
Invece menzione d'onore agli sceneggiatori per la seguente scena:
esterno giorno (4 del pomeriggio), mercatino di natale di santa croce.
io e amicaMO;
lei mangia patatine, io panino wurstel e crauti (è la mia colazione pranzo);
Io:Ma ti pare normale mangiare wustel e crauti mentre Dante Alighieri ti guarda?
amicaMO: sono le location di questa città che ti fregano.
Colonna sonora: un sabato qualunque un sabato italiano....
Diciamo che l'anno scorso a dicembre ero di un umore peggiore di quello attuale.
Diciamo anche che non avevo certezze, mentre ora qualcosa in più c'è (per quanto riguarda il lavoro, dico)
Diciamo che l'anno scorso guardavo al passato, mentre ora vivo nel presente, anche se la maggior parte delle cose che mi succedono vanno a finire sotto il file "Cose che la mamma non dovrà mai sapere" (lo so che a 30 anni fa ridere avere un file del genere, ma le cos stanno così).
Quest' autunno inveno è strano: orologi che smettono di funzionare (due, e ormai vado in giro senza); il corpo che ha voluto prendersi una pausa e ancora richiede rispetto e pazienza, notte che non finiscono mai, nuovi profumi, la prova di vivere completamente da sola (cinica coinquilina è a Roma e manca, davvero); la consuetudine di fare l'aperitivo all'aperto ogni martedì, anche se fa un freddo boia.
Guardo a gennaio con un po' di paura: il 3 incombe, ma io faccio finta di nulla.
Magari passa e non si accorge di me.
E per la rubrica maneggiare con cura oggi parliamo di:
me stessa (oh, un momento di sano egoriferimento).
Devo maneggiare con cura il mio corpo, che anche se la gamba è sgonfiata il mio corpo evidentemente voleva dirmi qualcosa (smetti di fumare? riposati? ogni tanto scendi dai trampoli? chi lo sa...).
Devo maneggiare con cura i miei pensieri, che rischiano di passare dal rosa, al nero senza soluzione di continuità. Noia, entusiasmo, entusiasmo noia, in un'altalena continua che non denota sanità mentale (però vitalità si).
E soprattutto devo mmaneggiare con cura il mio cuore (il mio che?): se credessi alla cabala ci sarebbe da aver paura (inveno 2004, 2006, 2008); se ascoltassi la mia pancia dovrei essere terrorizzata.
Sorrido, ma ho paura.
Forse vorrei fuggire, ma forse invece no.
Mi sento 15 anni, ma non me li posso più permettere.
Una parte di me si mantiene cinica e lucida (grazie al cielo).
ma i discorsi delle mie personalità sono inascoltabili in questi giornni.
Ora vi saluto che stanno arrivando dei signori con una camicia bianca e credo che me la vogliano mettere adosso.
Vi voglio bene.