martedì, 24 febbraio 2009, ore 22:40

Stupore

Stupendo

Stupidità



Mi stupisco per una cosa stupenda. Mi stupisco per la stupidità e nel mio stupore stupisco di quando si può essere stupidi.

Si può essere stupidi e stupendi?

E stupidamente stupidi?

E stupidamente stupendi?

E stupendamente stupidi?

Persa in questo circolo di allitterazioni mi accorgo che non ho perso la capcità di stupirmi.

E neanche quella di essere stupida.

Non so se sono stupenda.

So solo che lo stupore è la molla che mi fa agire.

E la stupidità che ti fa chiedere -ma pecchè?- più che stupirmi mi stupefà (si poteva dire?).

Ma voglio ancora stupirmi, ed è per questo che ho voglia di indossare buffi cappelli, confondere i giorni della settimana, ballare, ridere, bere cocaerum, abbracciare le amiche, farmi scompigliare i capelli, incontrare occhi nuovi, andare a dormire tardi e svegliarmi ancora più tardi, ridere fino alle lacrime e piangere fino a scoppiare a ridere, mangiare liquirizia, camminare coi tacchi alti nella notte, stendere i panni al sole, prendere un treno per il mare.







paturniosa

mercoledì, 18 febbraio 2009, ore 10:28

Io ho un problema con le voci.


No, non nel senso che sento le voci, non ho la sindrome di Giovanna D’Arco.


E no, non vedo nemmeno la gente morta.


E che mi faccio fregare.

Ci sono voci che dono capaci di farmi perdere completamente la testa.


Voci che fanno fare le fusa alla mia pancia.


Voci che starei ad ascoltare ore e ore.


A volte succede anche al lavoro, e non è una cosa bella.


Anche perché io quando sento una bella voce mi rincitrullisco, il sorriso idiota si impadronisce di me e le mie arie da signorina Rottermeier vanno un po’ a farsi benedire.


Che se Virna Lisi (ma era Virna Lisi)  con quella bocca poteva dire quello che voleva, ci sono persone che con quella voce potrebbero recitarmi pure l’elenco del telefono e farmi sentire una grupie nonostante i miei trent’anni, gli orecchini da signora e i capelli lisci.


La ragione di questa piccola nota è che ho appena passato un quarto d’ora al telefono con una di queste voci.


Fatico a riprendermi (se capite quello che voglio dire).


Nota: non ho mai visto il proprietario di cotanta voce e spero che non ci sia corrispondenza, sennò andiamo a ridere.

paturniosa

martedì, 17 febbraio 2009, ore 22:54

Dovevo fare la valigia e l'ho fatta.

Parto per poco, pochissimo, quindi ho contenuto la mia paranoia di non avere tutto quello che mi serve.

Dovevo stirare i capelli e l'ho fatto.

(il fatto che poi mi venisse in mente quella mano che mi scompigliava sorridendo è solo un piccolo particolare)

Dovrei dormire, ma non ho sonno e poi c'è Sanremo. E chi sono io per sottrarmi all'orgia nazionalpopolare.

Avrei dovuto mettermi lo smalto sulle unghie, ma la fatica di scegliere tra il rosa babt, il rosso e l'arancio e la paura della scheggiatura sempre dietro l'angolo mi ha fatta desistere.

Non avrei dovuto mandare quel messaggio, oggi, ma già il fatto che il destinatario fosse diverso è un passo avanti.

Dovrei smettere di sentire quello che dice la mia pancia, ma no sono capace di fare in modo diverso.

paturniosa
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categoria : istantanee

lunedì, 09 febbraio 2009, ore 11:22

Già una volta avevo palato della coperta corta...

Ovverosia di quel fenomeno per cui sembra sempre di lasciare fuori qualcosa (lavoro, amici, impegni, noistessi) dal nostro raggio di azione.

Io credo che le energie siano limitate.

O meglio.

Investire energia in alcun cose e persone produce altra energia (quindi ha un esito positivo), mentre ci sono altre cose e persone che succhiano solo energia senza restituirla.

In pratica ci sono persone che sono come pannelli solari; frequntarle e investirci tempo, affetto quant'altro non può essere che un fatto positivo, mentre altre persone non sono altro che macchine eurozero, succhiano petrolio e scaricano nell'aria scorie poco respirabili.

(Sia chiaro che io mi intento di energia e inquinamento come il cane della mia vicina si intende di astrofisica, quindi magari dico delle bestialità).

Però la sensazione è quella.

Vorrei essere capace di scegliere, di rottamare.

Di usare solo pannelli solari.

La mia vita al momento avrebbe veramente bisogno di una pulizia ben decisa.

Il fatto è che tra le macchine da rottamare ci sono persone a cui sono affezionata, persone che mi incuriosiscono, atteggiamenti che superficialmente mi danno sicurezza.

E' difficile.

Ma lo devo fare.

Perchè sento che alcuni atteggiamenti, alcune persone mi soffocano i pensieri.

Chissa se gli incentivi statali li danno anche pe rottamare le persone?

paturniosa

martedì, 03 febbraio 2009, ore 14:10

Non è che va male.

E' che sono stufa.

Stufa di fare la discarica emotiva.

Stufa delle solite dinamiche.

Stufa dei sensi colpa altrui (miei no).

Anche perchè: i miei sensi di colpa sono solo verso la famiglia, che vedo troppo poco e che so che forse avrebbe più bisogno di me.

Ma i miei sensi di colpa sono come criceti, animali un po' inutili a cui poi t'affezzioni, ti fanno tenerezza.

Invece certi sensi di colpa (degli altri) sono semplicemente dei pesci rossi.

Nessun tipo di calore umano.

Devi solo cambiargli l'acqua e dargli damangiare.

E non ci interagisci.

Io non so che farmene dei pesci rossi.

Non danno nessuna soddisfazione.

Voglio impeganrmi in qualcosa che preveda un contatto, non solo un cambio di acqua.

E già che siamo a dire le cose di cui sono stufa, sono stufa anche:

della pioggia,

del freddo,

del fare i fax,

di aspettare,

di essere saggia,

di essere sciocca,

di esssere me ( a volte),

del rumore della caldaia,

delle parole trite,

del silenzio,

del rumore,

e

soprattutto

del cane rompipalle della vicina pazza.

paturniosa