martedì, 31 marzo 2009, ore 15:45

Che palle!

Piove.

Io la amo anche la pioggia, ma non quando sono di questo umore.

Cioè non ho mai capito la causa effetto, ma ci son delle volte che la pioggia mi fa sentire tutta dolce e romantica come kissmelicia(che infatti in un giorno di pioggia incontrava andreaegiuliano e se li accollava per la vita) e certi altri giorni che invece mi fa diventar nervosa.

Saranno pure gli eventi contingenti: le scoperte dell'acqua calda e dello squallore vero, la nostalgia canaglia (che ti prende proprio quando non vuoi), i viaggi di lavoro in su e in giù senza mai il tempo di fermarsi, la gamba che si ribella (Ma meglio quello della gastrite, in fondo).

Sono pervasa da quel nervoso che mi farebbe prendere a calci qualcuno (l'orrido cane della vicina per esempio- che se lo meriterebbe tra l'altro).

Alle parole di circostanza vorrei rispondere con parole taglienti


(flash back mentale non avvenuto:

M: Come sei carina stasera...

Pat: Come sei stronzo nella tua vita!)



Sarà che ho voglia di sole e vestiti leggeri.

Sarà che non ci son più le mezze stagioni

Saràè quel che sarà.


Mantra: sabato vedo filippoamoremio, sabato vedo filippoamoremio (in loop)

paturniosa

venerdì, 27 marzo 2009, ore 01:53

... e poi ci sono serate come questa.

serate che non decollano.

serate che sarebbero piene di promesse e attese, ma per un motivo o per l'altro senti che qualcosa non va.

I capelli ti stanno bene, ma senti che iltuo sorriso non è allegro.

Qualcosa non ingrana.

Si possono fare due cose:

incaponirsi continuando a girare per locali o rintanarsi a casa, con la pancia piena di nostalgia e la parte razionale che ringrazia d aver cancellato certi numeri.

Perchè in serate così la mancanza di un'idea si fa sentire più forte e allora se non avessi cancellato un numero proveresti a mandare un messaggio, o magari addirittura a chiamare.

per sentire quellavoce.proprio quella.

e invece, per fortuna, hai premuto "cancella".




paturniosa
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martedì, 24 marzo 2009, ore 10:48

Pat: Basta, ora voglio essere pura, come un giglio



AmicaMo:guarda, detto da te, al massimo puoi essere un giglio tigrato



Pat:....



AmicaMo: che poi Giglio Tigrato è l'indianina che ha il flirt con Peter Pan







AmicaMo è un genio inconsapevole ed è giunto il momento di farsi delle domande.

paturniosa

lunedì, 23 marzo 2009, ore 09:09

Il problema è che tra chi parte e chi resta io son quella che resta.

Nonostante i mille giringiro di questo periodo io resto.

Forse dovrei partire pure io.

Forse non dovrei essserci quando la gente parte.Forse dovrei smettere di essere drogata di struggenza e ineluttabilità.

Giocare al giochino delle ultime volte, stando in bilico tra cinismo e dolcezza improvvisa, non è esattamente salutare.

E nemmeno far finta che.

Mi muovo bene ormai nel silenzio, ma non ci dormo.

E poi scappo.

Tacchi nella mattina fredda e un saluto attraverso un vetro.

Sorrido e non mi volto.

Che questa volta il saluto fa meno male.

Sarà l'allenamento?

(Eh si che vi dovevo raccontare della trasferta pugliese e di un libro che non ho letto, ma che voglio)

Le cose belle arrivweranno, stamattina è un po' blues.

paturniosa

martedì, 10 marzo 2009, ore 23:31

Stamattina mi sono svegliata talmente tanto tardi che per non arrivare troppo in ritardo al lavoro sono andata a piedi.

Sì, uno dei paradossi della culla del rinascimento è che se decidi di mettere il turbo ai tuoi stivali (cantando this boots are made for walking) arrivi molto prima a destinazione di quanto non faresti percorrendo a passo di lumaca i viali bucati dai lavori a bordo di un 11 carico di mocciosi in crisi ormonale.

E così stamattina alle 8.15 camminavo veloce su ponte vecchio, nella luce di un mattino quasi primaverile, l'aria era fredda, ma la luce era quella luce. Quella luce che rende questa città così speciale, e puttana e impossibile da lasciare.

E mentre trottavo davanti a palzzo pitti pensavo a i mille giri che sto facendo in questo periodo (catania, bergamo, torino, taranto..) e agli spettacoli e all'energia.

Pensavo che ho cominciato a  apprezzare il kebab, io che mangiavo solo falafel.

Pensavo alla moltiplicazione dell'energia e alla diversificazione.

Pensavo che tra poco meno di un mese sarà casa e riposo.

E poi sono passata davanti a quella strada in cui mi son ritrovata a parlare con un sacchetto di cornetti alla nutella, mentre un telefono suonava muto, in una mattina d'estate.

Gli ho mandato un pensiero (al proprietario del telefono, che è un po' muto pure lui).

gli auguro di essere felice, gli auguro di trovare il suo centro, gli auguro sorrisi e cose belle e vino bianco e risvegli con le sigarette sul comodino.

Poi sono arrivata in ufficio con il viso arrossato e il respiro un po' affaticato dall'aria fredda, ma ero abbastanza felice.

Ora nella mia cucina c'è odore di mimosa e anche questo è bello. 
paturniosa