Ti ritrovi a pensare che tornare a casa sarebbe così facile.
La casa incantata, le amiche di una vita, i genitori, gli zii d'elezione, i complimenti per come sei diventata, i ramasin, il sansimone, il posto dove hai trascorso le estati della tua adolescenza, il nazista, i gatti, i bambini, i portici che puoi camminare anche se c'è la pioggia.
Lasciare questa città difficile, i rapporti complessi, la difficoltà di fare tutto da sola, i nervosi alla bocca dello stomaco, la mancanza dei vizi, il caldo vero e appiccicoso, i traslochi, i compromessi.
Ma poi.
Poi pensi che casa ormai è uno stato mentale.
E' vacanza e che forse non appartieni più a nessun mondo e senti la nostalgia per qualcosa che non c'è.