martedì, 15 luglio 2008, ore 23:39

Che io avevo scritto un post.

Ma splinder non l'ha preso.

E io non l'avevo salvato.

...comunque se clikkate sul bannerino qui vicino trovate un raccontino che ho scritto per Viola.

Andate e leggete.

E se vi piace dite

Ai laic it

paturniosa
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categoria : amicici

domenica, 01 giugno 2008, ore 14:29

Alcuni sprazzi da questo week-end in terra natia.

Cibo, cibo, cibo.

In questo momento nella piazza sotto casa mia stanno facendo la giornata deello sport con mille bambini che fanno il giocagiuè (saltare, salutare, autostop)

Tra poco so che mio papà si mettera a borbottare contro questo tipo di iniziative.

In questi giorni sta piovendo meno del previsto, anche se c'è lo stato di allerta.

In questi giorni ho riscoperto il piacere di fare le bolle di sapone. Fuori dai locali mi piace tirare fuori il mio flaconcino, soffiare e provare l'effetto socializzante della bolla di sapone (in questo momento i bambini sono passati a asserehè... stimolo di violenza).

Ma dicevamo delle bolle di sapone. E' incredibile come la gente in generale si faccia incantare dalle bolle.

Che poi l'altra sera mi hanno regalato anche quelle alla mela verde (grazie, grazie).

Poi le amiche: amiche ritrovate, amiche che si stanno perdendo. La vita fa dei giri strani e ti trovi al tavolo di un aperitivo con chi non avresti mai creduto e manca invece chi avresti sempre dato per presente.

Ai giri stani mi adeguo, girando sui tacchi e soffiando le bolle di cui sopra.

Prendo le cose come succedono e non mi aspetto nulla dalle persone.

Rido molto in qiesti giorni.

E cerco di non pensare a certe responsabilità e a possibili cambiamenti.

Sto veramente acquistando leggerezza e quasi noncuranza.

Non so se questo mi piace sul serio.


 

paturniosa

mercoledì, 14 maggio 2008, ore 19:09

Quando ero piccola sopra casa mia abitava una famiglia con due figli grandi (tipo sui vent'anni).

La mamma mi faceva le torte a Natale, per i due figli e il babbo ero una piccola principessa. Ogni carnevale, quando mio papà mi vestiva da peruviana, da indiana o da orsetto lavatore poi mi facevano salire al terzo piano e mi facevano le foto davanti a un vaso di fiori.

Uno dei ragazzi era diventato molto amico dei miei. Mia mamma lo invitava a cena tutte le sere o quasi, mio papà lo considerava un incrocio tra un figlio e un fratello.

Per me era una specie di zio, che me le dava tutte vinte, al mare mi faceva fare cavalluccio e nuotava con me sulle spalle e mi viziava quasi più dei miei.

Poi a un certo punto lui ha deciso di andare a vivere lontano lontano. Mio papà l'ha accompagnato in quel viaggio e un po' hanno litigato, perchè l'amico non sopportava le critiche e mio papà non sta zitto neanche se lo ammazzano.

Sono passati gli anni, a volte lui tornava da lontano lontano, ma non si faceva sentire ed ogni volta che ne parlavano mio papà aveva negli occhi la stessa ombra che ho io quando parlo di qualcosa che mi fa soffrire.

Mio papà è come me. Vuole bene tantissimo, ma se una persona lo fa soffrire mette su un muro di distacco, che non inganna chi lo conosce bene.

Pochi giorni fa: a una cena i miei scoprono che quest'amico è tornato da lontano lontano. E sta molto male.

Mio papà lo va a trovare e passa con lui un sacco di tempo.

Per telefono la sua voce è un misto: tristezza, preoccupazione, ma anche decisione di stare vicino a questo fratello-figlio ritrovato.

Gli racconta di me, di mia mamma, sta ore in ospedale, lui che odia gli ospedali e le malattie e teme il dolore.

Io vorrei essere lì.

Vorrei andare a trovare questo zio.

Vorrei anche guardare in faccia mio papà e dirgli che non è un delitto commuoversi.

Mi fanno tenerezza tuttie due.

Me li vedo a prendersi in giro, come quando io ero piccola.

Due testardi. Che si vogliono bene, nonostante tutto.

So che uno dei primi argomenti di conversazione sono stata io. Perchè la mia vita e le mie scelte li fanno sorridere e li rendono fieri.

I ricordi di me da piccola. la mia vita disordinata. Parlare di me non fa male.

E questo mi fa piacere.

Ora ho un numero di telefono e un messaggio da mandare.

peccato che non trovo le parole giuste.

Io senza parole, buffo eh?

paturniosa

mercoledì, 12 marzo 2008, ore 09:23

Avete presente le mele caramellate? Tipo quelle che nei film americani si comprano alle giostre?


Ecco la prima volta che io ho trovato le mele caramellate a un mercatino di Natale in Francia mi sono sentita felice come una bambina di quattro anni.


C’era questa mela, avvolta da uno strato di caramello rosso acceso, lucida e super invitante.


Ovviamente l’ho presa.


Una volta rotta coi denti la crosta di caramello lucido mi sono trovata davanti una mela cotta marroncina, poco invitante; tuttavia l’asprigno della mela cotta si sposava perfettamente con il dolce dello zucchero caramellato.


Se penso al lavoro che abbiamo fatto per lo spettacolo mi viene in mente proprio la mela caramellata. Luci, colori, risate che circondavano un cuore di contenuti aspro e duro.


E ha funzionato. Il pubblico è stato contento. Il regista è stato contento. Noi siamo stati contenti.


A fine spettacolo guardavo il palco, ridotto a un campo di battaglia (piatti rotti, oggetti quotidiani, mantelli, maschere coriandoli) e sorridevo.


E poi: la musica, gli applausi, la cena e le cazzate. Perché in fondo tutto ciò che facciamo lo facciamo per divertimento.

paturniosa

martedì, 26 febbraio 2008, ore 16:44

PaT: Capapazza, c'è l'omino del computer, che ti ha riportato il tuo computer personale..



Capapazza: ah bene, digli che sono da colleghidilaggiù...



PaT: gliel'ho detto, ma magari vallo a cercare...



capapazza: mmm, adesso sto lavorando... ci puoi andare tu?



PaT(pensiero): si perchè io invece mi sto facendo la manicure....



vabbè, però le voglio bene uguale!

paturniosa

venerdì, 01 febbraio 2008, ore 08:44

C'è stata una tavola apparecchiata per 24 ore di seguito: torte salate, crostini, pasticci, crostate, vino bianco, vino rosso, caffè, caffèlatte, the, pampepato. Intorno al tavolo delle facce curiose, e attente: la cosa che mi ha colpito di più è stata la qualità dell'ascolto. Eravamo una combriccola di chiacchieroni, ma ognuno era estremamente attento alle parole degli altri. Che si parlasse di Caratechismo (Essepì  è un maledetto genio), incontri con vip, Unpostoalsole, poilitica, libri seri, film, musica. radio o cartomanzia, nessuno "parlava sopra". La curiosità e la voglia di ascoltare erano pari alla voglia di parlare. E questa la cosa che mi è piaciuta di più a casa di Viola







Dobbiamo ritornare: abbiamo lasciato intatta una bottiglia di porto  e il mirto di mas (e  questo non si fa) , non abbiamo visto il film che aveva portato TFM, devo un libro a Lisa, e poi dobbiamo conoscere tutti ragazzo anni'80, che non è mica giusto che l'abbia visto solo TFM.....

paturniosa