Nel meraviglioso mondo dei film da femmina le due colonne portanti che ognuna di noi vede TUTTE le volte che vengono trasmesse in TV sono Pretty Woman e Dirty Dancing.
Sappiamo tutte le battute a memoria: "stronze lumachine", "ho portato i cocomeri", "quella gran culo di cenerentola", "che poi lui salva lei", "questo è il mio spazio, questo e il tuo spazio" "nessuno può mettere baby in un angolo"... le ripetiamo come mantra da sempre.
Che poi forse quasi nessuna di noi riuscirà mai a essere bella indipendente forte dal cuore tenero come Vivian (del resto nessuna di noi ha mai battuto in rodeo drive), ma ognuna di noi ( e non negatelo) è stata una quindicenne un po' complessata, con dei capelli improbabili e una venerazione per il padre (oddio forse sui capelli improbabili io ho un po di lunghezze di vantaggio) come Baby.
Se ognuna di noi sa che dovrà salvare un principe azzurro con le vertigini (peraltro senza i soldi e il fascino zen di Richard Gere), abbiamo anche abbandonato il sogno di un tamarro dal cuore d'oro e dagli addominali scolpiti che dopo averci insegnato a ballare anche se siamo dei pali di legno ci toglie dal nostro angolo e ci fa fare la mitica presa dell'angelo.
Però quella scena ci fa sempre battere il cuore.
E da oggi sarà un po' più triste guardare quella scena.
Io dovrei imparare a tacere.
Non più tardi del 27 aprile blateravo sull'elogio della fuga e dopo due mesi, una casa, trovata e troppe albe viste mi trovo impelagata in una situazione che non volevo, non cercavo e di cui non sentivo la mancanza.
Mia cugina mi ha dato una botta in testa e ha ricominciato a uscire al mio posto, ed è sempre più scriteriata.
E non importa che nel frattempo ci siano risate, musica, vodka, luci, colori, panini a ore improbabili, chiacchiere in libertà e silenzi densi.
C'è troppa inquietudine in giro e non la so e non la voglio gestire.
E poi ci sono ritorni (No, non il RItorno con la R maiuscola, non ci mancherebbe altro), altre sorprese e delusioni e illusioni e conferme.
E giugno è il solito mese strano e delirante: le scrosciate di pioggia al pomeriggio, i fochi, la notte bianca, il profumo del giugno fiorentino, ch ti fa male dentro tanto è intenso.
E le date che ritornano.
E i pensieri.
Ho bisogno di casa.
Romantico, ma ridicolo;
impossibile, ma irresistibile;
carino, ma coglione;
contaballe e contradditorio;
adorabile, ma assurdo;
randagio e redivivo
doloroso, ma dolcissimo;
ovviamente ci ricasco.
Con tutte le scarpe.
Non so chi sei, anche se dovrei.
ma sono ancora stregata dalla luna.
Il problema è che tra chi parte e chi resta io son quella che resta.
Nonostante i mille giringiro di questo periodo io resto.
Forse dovrei partire pure io.
Forse non dovrei essserci quando la gente parte.Forse dovrei smettere di essere drogata di struggenza e ineluttabilità.
Giocare al giochino delle ultime volte, stando in bilico tra cinismo e dolcezza improvvisa, non è esattamente salutare.
E nemmeno far finta che.
Mi muovo bene ormai nel silenzio, ma non ci dormo.
E poi scappo.
Tacchi nella mattina fredda e un saluto attraverso un vetro.
Sorrido e non mi volto.
Che questa volta il saluto fa meno male.
Sarà l'allenamento?
(Eh si che vi dovevo raccontare della trasferta pugliese e di un libro che non ho letto, ma che voglio)
Le cose belle arrivweranno, stamattina è un po' blues.
Stupore
Stupendo
Stupidità
Mi stupisco per una cosa stupenda. Mi stupisco per la stupidità e nel mio stupore stupisco di quando si può essere stupidi.
Si può essere stupidi e stupendi?
E stupidamente stupidi?
E stupidamente stupendi?
E stupendamente stupidi?
Persa in questo circolo di allitterazioni mi accorgo che non ho perso la capcità di stupirmi.
E neanche quella di essere stupida.
Non so se sono stupenda.
So solo che lo stupore è la molla che mi fa agire.
E la stupidità che ti fa chiedere -ma pecchè?- più che stupirmi mi stupefà (si poteva dire?).
Ma voglio ancora stupirmi, ed è per questo che ho voglia di indossare buffi cappelli, confondere i giorni della settimana, ballare, ridere, bere cocaerum, abbracciare le amiche, farmi scompigliare i capelli, incontrare occhi nuovi, andare a dormire tardi e svegliarmi ancora più tardi, ridere fino alle lacrime e piangere fino a scoppiare a ridere, mangiare liquirizia, camminare coi tacchi alti nella notte, stendere i panni al sole, prendere un treno per il mare.
Già una volta avevo palato della coperta corta...
Ovverosia di quel fenomeno per cui sembra sempre di lasciare fuori qualcosa (lavoro, amici, impegni, noistessi) dal nostro raggio di azione.
Io credo che le energie siano limitate.
O meglio.
Investire energia in alcun cose e persone produce altra energia (quindi ha un esito positivo), mentre ci sono altre cose e persone che succhiano solo energia senza restituirla.
In pratica ci sono persone che sono come pannelli solari; frequntarle e investirci tempo, affetto quant'altro non può essere che un fatto positivo, mentre altre persone non sono altro che macchine eurozero, succhiano petrolio e scaricano nell'aria scorie poco respirabili.
(Sia chiaro che io mi intento di energia e inquinamento come il cane della mia vicina si intende di astrofisica, quindi magari dico delle bestialità).
Però la sensazione è quella.
Vorrei essere capace di scegliere, di rottamare.
Di usare solo pannelli solari.
La mia vita al momento avrebbe veramente bisogno di una pulizia ben decisa.
Il fatto è che tra le macchine da rottamare ci sono persone a cui sono affezionata, persone che mi incuriosiscono, atteggiamenti che superficialmente mi danno sicurezza.
E' difficile.
Ma lo devo fare.
Perchè sento che alcuni atteggiamenti, alcune persone mi soffocano i pensieri.
Chissa se gli incentivi statali li danno anche pe rottamare le persone?
Paturniosa snob-stronzetta: Mi irrita la gente che non ha il senso della misura, mi infastidisce chi non sa usare i congiuntivi correttamente, trovo noiosa la gente che insiste con proposte strampalate quando gli è stato fatto capire che la loro idea non interessa a nessuno, inoltre trovo fastidioso chi non sa stare al suo posto e chi non ha ironia e nemmeno senso del ridicolo... Ultimamente sono circondata da molta gente di questo tipo;
Paturniosa sciampista: (masticando rumorosamente un bigbabol alla fragola) la vuoi smettere dfi essere cosi terribilmente antipatica e prevenuta nei confronti del mondo...Che ti frega se la gente non sa stare al suo posto. Io mi faccio i fatti miei e vivo bene!
Paturniosa s-s: senti, ma cosa ne vuoi sapere tu? che guardi Xfactor e Amici? che hai un debole per Tiziano Ferro e Cesare Cremonini? che consideri il rosa fucsia un colore accettabile...
Paturniosa s: Ah, sarai meglio tu? Con quella maglia nera a collo alto, tipo questo mondo non mi comprende... con gli occhiali per poterti estraniare meglio dal mondo, rituffandoti nella miopia, e quella necessità di camminare veloce per cacciare via la rabbia e il nervoso...
Paturniosa s-s: Bhe, almeno io cammino e butto via il male di vivere senza bisogno di coca e rum, uomini idioti e nottate che finiscono alle 7 del mattino...
Paturniosa s: Ah, e chi è che ha ripreso a fumare per tenere sotto controllo il brutto carattere. Mica io. Io sono un cuor ontento. Tu invece, sei acida e hai bisogno di fumare per essere sopportabile..
Botte da orbi
Paturniosa saggia: ragazze, dobbiamo smetterla di fare il tè delle personalità quando siamo in SPM, lo sapete che poi finisce così...
Piove tantissimo , è lunedì e io non sono di cattivo umore.
Questa è di per sè una cosa strana.
Ancor più strana se si considera il fatto che non ci sono novità rilevanti: Ulisse non è tornato, non ho incontrato il principe azzurro e ancora non mi posso mettere i tacchi alti (che se no poi la maga sgonfiagamba mi sgrida).
Continuo a guardare il mondo dalla mia non altezza.
Continuo a non fumare (anche se effettivamente un po' le mie "rosse" mi mancano).
Eppure non sono nervosa e non mi viene da frignare.
Non so cosa sia questa serenità che mi riempie la testa.
So che sorrido.E non c'entra l'amore.
Forse c'entra il finesettimana passato a giocare a famiglia (come direbbe la mia amica Viola), forse c'entra aver visto quel film con le canzoni degli ABBA.
Non lo so.
So solo che l'unica domanda che mi faccio in questo momento è:
Dove vanno a finire i calzini?