martedì, 15 settembre 2009, ore 15:58

Nel meraviglioso mondo dei film da femmina le due colonne portanti che ognuna di noi vede TUTTE le volte che vengono trasmesse in TV sono Pretty Woman e Dirty Dancing.

Sappiamo tutte le battute a memoria: "stronze lumachine", "ho portato i cocomeri", "quella gran culo di cenerentola", "che poi lui salva lei", "questo è il mio spazio, questo e il tuo spazio" "nessuno può mettere baby in un angolo"... le ripetiamo come mantra da sempre.

Che poi forse quasi nessuna di noi riuscirà mai a essere bella indipendente forte dal cuore tenero come Vivian (del resto nessuna di noi ha mai battuto in rodeo drive), ma ognuna di noi ( e non negatelo) è stata una quindicenne un po' complessata, con dei capelli improbabili e una venerazione per il padre (oddio forse sui capelli improbabili io ho un po di lunghezze di vantaggio) come Baby.

Se ognuna di noi sa che dovrà salvare un principe azzurro con le vertigini (peraltro senza i soldi e il fascino zen di Richard Gere), abbiamo anche abbandonato il sogno di un tamarro dal cuore d'oro e dagli addominali scolpiti che dopo averci insegnato a ballare anche se siamo dei pali di legno ci toglie dal nostro angolo e ci fa fare la mitica presa dell'angelo.

Però quella scena ci fa sempre battere il cuore.

E da oggi sarà un po' più triste guardare quella scena.

paturniosa

martedì, 30 giugno 2009, ore 13:32

Io dovrei imparare a tacere.

Non più tardi del 27 aprile blateravo sull'elogio della fuga e dopo due mesi, una casa, trovata e troppe albe viste mi trovo impelagata in una situazione che non volevo, non cercavo e di cui non sentivo la mancanza.

Mia cugina mi ha dato una botta in testa e ha ricominciato a uscire al mio posto, ed è sempre più scriteriata.

E non importa che nel frattempo ci siano risate, musica, vodka, luci, colori, panini a ore improbabili, chiacchiere in libertà e silenzi densi.

C'è troppa inquietudine in giro e non la so e non la voglio gestire.

E poi ci sono ritorni (No, non il RItorno con la R maiuscola, non ci mancherebbe altro), altre sorprese e delusioni e illusioni e conferme.

E giugno è il solito mese strano e delirante: le scrosciate di pioggia al pomeriggio, i fochi, la notte bianca, il profumo del giugno fiorentino, ch ti fa male dentro tanto è intenso.

 E le date che ritornano.

E i pensieri.

Ho bisogno di casa.

paturniosa

mercoledì, 29 aprile 2009, ore 21:18

Romantico, ma ridicolo;

impossibile, ma irresistibile;

carino, ma coglione;

contaballe e contradditorio; 

adorabile, ma assurdo;

randagio e redivivo 

doloroso, ma dolcissimo;

ovviamente ci ricasco.

Con tutte le scarpe.

Non so chi sei, anche se dovrei.

ma sono ancora stregata dalla luna.

paturniosa

lunedì, 23 marzo 2009, ore 09:09

Il problema è che tra chi parte e chi resta io son quella che resta.

Nonostante i mille giringiro di questo periodo io resto.

Forse dovrei partire pure io.

Forse non dovrei essserci quando la gente parte.Forse dovrei smettere di essere drogata di struggenza e ineluttabilità.

Giocare al giochino delle ultime volte, stando in bilico tra cinismo e dolcezza improvvisa, non è esattamente salutare.

E nemmeno far finta che.

Mi muovo bene ormai nel silenzio, ma non ci dormo.

E poi scappo.

Tacchi nella mattina fredda e un saluto attraverso un vetro.

Sorrido e non mi volto.

Che questa volta il saluto fa meno male.

Sarà l'allenamento?

(Eh si che vi dovevo raccontare della trasferta pugliese e di un libro che non ho letto, ma che voglio)

Le cose belle arrivweranno, stamattina è un po' blues.

paturniosa

martedì, 10 marzo 2009, ore 23:31

Stamattina mi sono svegliata talmente tanto tardi che per non arrivare troppo in ritardo al lavoro sono andata a piedi.

Sì, uno dei paradossi della culla del rinascimento è che se decidi di mettere il turbo ai tuoi stivali (cantando this boots are made for walking) arrivi molto prima a destinazione di quanto non faresti percorrendo a passo di lumaca i viali bucati dai lavori a bordo di un 11 carico di mocciosi in crisi ormonale.

E così stamattina alle 8.15 camminavo veloce su ponte vecchio, nella luce di un mattino quasi primaverile, l'aria era fredda, ma la luce era quella luce. Quella luce che rende questa città così speciale, e puttana e impossibile da lasciare.

E mentre trottavo davanti a palzzo pitti pensavo a i mille giri che sto facendo in questo periodo (catania, bergamo, torino, taranto..) e agli spettacoli e all'energia.

Pensavo che ho cominciato a  apprezzare il kebab, io che mangiavo solo falafel.

Pensavo alla moltiplicazione dell'energia e alla diversificazione.

Pensavo che tra poco meno di un mese sarà casa e riposo.

E poi sono passata davanti a quella strada in cui mi son ritrovata a parlare con un sacchetto di cornetti alla nutella, mentre un telefono suonava muto, in una mattina d'estate.

Gli ho mandato un pensiero (al proprietario del telefono, che è un po' muto pure lui).

gli auguro di essere felice, gli auguro di trovare il suo centro, gli auguro sorrisi e cose belle e vino bianco e risvegli con le sigarette sul comodino.

Poi sono arrivata in ufficio con il viso arrossato e il respiro un po' affaticato dall'aria fredda, ma ero abbastanza felice.

Ora nella mia cucina c'è odore di mimosa e anche questo è bello. 
paturniosa

martedì, 24 febbraio 2009, ore 22:40

Stupore

Stupendo

Stupidità



Mi stupisco per una cosa stupenda. Mi stupisco per la stupidità e nel mio stupore stupisco di quando si può essere stupidi.

Si può essere stupidi e stupendi?

E stupidamente stupidi?

E stupidamente stupendi?

E stupendamente stupidi?

Persa in questo circolo di allitterazioni mi accorgo che non ho perso la capcità di stupirmi.

E neanche quella di essere stupida.

Non so se sono stupenda.

So solo che lo stupore è la molla che mi fa agire.

E la stupidità che ti fa chiedere -ma pecchè?- più che stupirmi mi stupefà (si poteva dire?).

Ma voglio ancora stupirmi, ed è per questo che ho voglia di indossare buffi cappelli, confondere i giorni della settimana, ballare, ridere, bere cocaerum, abbracciare le amiche, farmi scompigliare i capelli, incontrare occhi nuovi, andare a dormire tardi e svegliarmi ancora più tardi, ridere fino alle lacrime e piangere fino a scoppiare a ridere, mangiare liquirizia, camminare coi tacchi alti nella notte, stendere i panni al sole, prendere un treno per il mare.







paturniosa

lunedì, 09 febbraio 2009, ore 11:22

Già una volta avevo palato della coperta corta...

Ovverosia di quel fenomeno per cui sembra sempre di lasciare fuori qualcosa (lavoro, amici, impegni, noistessi) dal nostro raggio di azione.

Io credo che le energie siano limitate.

O meglio.

Investire energia in alcun cose e persone produce altra energia (quindi ha un esito positivo), mentre ci sono altre cose e persone che succhiano solo energia senza restituirla.

In pratica ci sono persone che sono come pannelli solari; frequntarle e investirci tempo, affetto quant'altro non può essere che un fatto positivo, mentre altre persone non sono altro che macchine eurozero, succhiano petrolio e scaricano nell'aria scorie poco respirabili.

(Sia chiaro che io mi intento di energia e inquinamento come il cane della mia vicina si intende di astrofisica, quindi magari dico delle bestialità).

Però la sensazione è quella.

Vorrei essere capace di scegliere, di rottamare.

Di usare solo pannelli solari.

La mia vita al momento avrebbe veramente bisogno di una pulizia ben decisa.

Il fatto è che tra le macchine da rottamare ci sono persone a cui sono affezionata, persone che mi incuriosiscono, atteggiamenti che superficialmente mi danno sicurezza.

E' difficile.

Ma lo devo fare.

Perchè sento che alcuni atteggiamenti, alcune persone mi soffocano i pensieri.

Chissa se gli incentivi statali li danno anche pe rottamare le persone?

paturniosa

martedì, 20 gennaio 2009, ore 15:09

Paturniosa snob-stronzetta: Mi irrita la gente che non ha il senso della misura, mi infastidisce chi non sa usare i congiuntivi correttamente, trovo noiosa la gente che insiste con proposte strampalate quando gli è stato fatto capire che la loro idea non interessa a nessuno, inoltre trovo fastidioso chi non sa stare al suo posto e chi non ha ironia e nemmeno senso del ridicolo... Ultimamente sono circondata da molta gente di questo tipo;




Paturniosa sciampista: (masticando rumorosamente un bigbabol alla fragola) la vuoi smettere dfi essere cosi terribilmente antipatica e prevenuta nei confronti del mondo...Che ti frega se la gente non sa stare al suo posto. Io mi faccio i fatti miei e vivo bene!






Paturniosa s-s: senti, ma cosa ne vuoi sapere tu? che guardi Xfactor e Amici? che hai un debole per Tiziano Ferro e Cesare Cremonini? che consideri il rosa fucsia un colore accettabile...






Paturniosa s: Ah, sarai meglio tu? Con quella maglia nera a collo alto, tipo questo mondo non mi comprende... con gli occhiali per poterti estraniare meglio dal mondo, rituffandoti nella miopia,  e quella necessità di camminare veloce per cacciare via la rabbia e il nervoso...




Paturniosa s-s: Bhe, almeno io cammino e butto via il male di vivere senza bisogno di coca e rum, uomini idioti e nottate che finiscono alle 7 del mattino...




Paturniosa s:  Ah, e chi è che ha ripreso a fumare per tenere sotto controllo il brutto carattere. Mica io. Io sono un cuor ontento. Tu invece, sei acida e hai bisogno di fumare per essere sopportabile..




Botte da orbi




Paturniosa saggia: ragazze, dobbiamo smetterla di fare il tè delle personalità quando siamo in SPM, lo sapete che poi finisce così...




 

paturniosa

martedì, 25 novembre 2008, ore 11:43

Si aggirano per i locali e le feste. Hanno sempre in mano un superalcolico liscio e mai un cocktail dolce ( massima stima). Fanno lavori creativi, artistici, oppure di spessore. Hanno fascino da vendere e un tasso di pericolosità altissimo.

Sono i 40enni con la testa ferma ai 25.

Hanno storie da raccontare, garbo in quantità e ironia.

Fanno sentire giovani le circatrentenni perchè in fondo hanno 10 anni in più.

Hanno ferite non rimarginate, o rimarginate male, che sono una vera calamita per chi soffre della sindrome della crocerossina.

Hanno potuto fare il lavoro che volevano e riescono a camparci.

Se condividono la casa lo fanno più per la voglia di rimanere giovani che per necessità.

Come ho detto, sono una vera calamita.

Molto più risolti dei loro amici trentenni, sanno cosa vogliono e in generale se lo prendono.

Adolescenti degli anni ’80 hanno conservato l’edonismo e il piacere del cazzeggio tipico del decennio della Milano da bere, i trentenni invece sono cresciuti come adolescenti grunge, con tutta la malinconia e il male di vivere tipica del decennio in cui si è cominciato a capire che le cose possono sempre peggiorare.

Essì perchè negli anni ’90 le cose o erano velate di male di vivere o erano trash.

E i risultati si vedono. (Come si può pretendere equilibrio da gente cresciuta tra Kurt Cobain e Max Pezzali?).

Invece i 40enni gli anni ’90 se li son fatti già da adulti e un certo aplomb lo sanno mantenere.

Purtuttavia, amiche care, questi 40enni con la testa ai 25 vanno maneggiati con grande cura. Infatti ricordate sempre che se un uomo è single a 40 anni un motivo c’è e di solito non è divertente scoprirlo
paturniosa

lunedì, 24 novembre 2008, ore 08:43

Piove tantissimo , è lunedì e io non sono di cattivo umore.

Questa è di per sè una cosa strana.

Ancor più strana se si considera il fatto che non ci sono novità rilevanti: Ulisse non è tornato, non ho incontrato il principe azzurro e ancora non mi posso mettere i tacchi alti (che se no poi la maga sgonfiagamba mi sgrida).

Continuo a guardare il mondo dalla mia non altezza.

Continuo a non fumare (anche se effettivamente un po' le mie "rosse" mi mancano).

Eppure non sono nervosa e non mi viene da frignare.

Non so cosa sia questa serenità che mi riempie la testa.

So che sorrido.E non c'entra l'amore.

Forse c'entra il finesettimana passato a giocare a famiglia (come direbbe la mia amica Viola), forse c'entra aver visto quel film con le canzoni degli ABBA.

Non lo so.

So solo che l'unica domanda che mi faccio in questo momento è:

Dove vanno a finire i calzini?

paturniosa