lunedì, 19 ottobre 2009, ore 12:55

L'autunno è una stagione strana.

I colori caldi e l'odore freddo.

La sensazione delle maglie di lana addosso.

Il ricordo degli amori passati, che son sempre cominciati in autunno (quando non in inverno).


In questo ottobre freddo e nervoso sto sospesa tra un benessere quieto e una malinconia diffusa per qualcosa che non c'è. Ho voglia di sentire il profumo di cannella, chiodi di garofano e mele cotte. Ho voglia di castagne e di coccole. Sto imparando a prendermi cura di me nel modo giusto, come non facevo da troppo tempo (o forse da mai). Il percorso non è facile, a volte è doloroso. A volte mi vien voglia di rituffarmi nella vita di prima, quella di mia cugina, frenetica, divertente e in tacchi alti, ma poi penso che non posso abbandonarmi agli anestetici.


A volte certe persone mi mancano tanto da farmi male. Vorrei fare un numero, sentire una voce, vedere un sorriso, ma poi so che sono sulla strada giusta, so che per una volta mi piace guardare le cose dal di fuori coccolando malinconia e struggimento.

Basta un cappello di lana, calato per bene sulla testa, che tenga al caldo i pensieri sani.

Basta la coperta sul divano a proteggermi.

Costruisco la serenità come un castello di carte, il vento è in agguato, ma io sto lontana dalle correnti.

 

paturniosa

martedì, 31 marzo 2009, ore 15:45

Che palle!

Piove.

Io la amo anche la pioggia, ma non quando sono di questo umore.

Cioè non ho mai capito la causa effetto, ma ci son delle volte che la pioggia mi fa sentire tutta dolce e romantica come kissmelicia(che infatti in un giorno di pioggia incontrava andreaegiuliano e se li accollava per la vita) e certi altri giorni che invece mi fa diventar nervosa.

Saranno pure gli eventi contingenti: le scoperte dell'acqua calda e dello squallore vero, la nostalgia canaglia (che ti prende proprio quando non vuoi), i viaggi di lavoro in su e in giù senza mai il tempo di fermarsi, la gamba che si ribella (Ma meglio quello della gastrite, in fondo).

Sono pervasa da quel nervoso che mi farebbe prendere a calci qualcuno (l'orrido cane della vicina per esempio- che se lo meriterebbe tra l'altro).

Alle parole di circostanza vorrei rispondere con parole taglienti


(flash back mentale non avvenuto:

M: Come sei carina stasera...

Pat: Come sei stronzo nella tua vita!)



Sarà che ho voglia di sole e vestiti leggeri.

Sarà che non ci son più le mezze stagioni

Saràè quel che sarà.


Mantra: sabato vedo filippoamoremio, sabato vedo filippoamoremio (in loop)

paturniosa

martedì, 24 marzo 2009, ore 10:48

Pat: Basta, ora voglio essere pura, come un giglio



AmicaMo:guarda, detto da te, al massimo puoi essere un giglio tigrato



Pat:....



AmicaMo: che poi Giglio Tigrato è l'indianina che ha il flirt con Peter Pan







AmicaMo è un genio inconsapevole ed è giunto il momento di farsi delle domande.

paturniosa

mercoledì, 18 febbraio 2009, ore 10:28

Io ho un problema con le voci.


No, non nel senso che sento le voci, non ho la sindrome di Giovanna D’Arco.


E no, non vedo nemmeno la gente morta.


E che mi faccio fregare.

Ci sono voci che dono capaci di farmi perdere completamente la testa.


Voci che fanno fare le fusa alla mia pancia.


Voci che starei ad ascoltare ore e ore.


A volte succede anche al lavoro, e non è una cosa bella.


Anche perché io quando sento una bella voce mi rincitrullisco, il sorriso idiota si impadronisce di me e le mie arie da signorina Rottermeier vanno un po’ a farsi benedire.


Che se Virna Lisi (ma era Virna Lisi)  con quella bocca poteva dire quello che voleva, ci sono persone che con quella voce potrebbero recitarmi pure l’elenco del telefono e farmi sentire una grupie nonostante i miei trent’anni, gli orecchini da signora e i capelli lisci.


La ragione di questa piccola nota è che ho appena passato un quarto d’ora al telefono con una di queste voci.


Fatico a riprendermi (se capite quello che voglio dire).


Nota: non ho mai visto il proprietario di cotanta voce e spero che non ci sia corrispondenza, sennò andiamo a ridere.

paturniosa

martedì, 17 febbraio 2009, ore 22:54

Dovevo fare la valigia e l'ho fatta.

Parto per poco, pochissimo, quindi ho contenuto la mia paranoia di non avere tutto quello che mi serve.

Dovevo stirare i capelli e l'ho fatto.

(il fatto che poi mi venisse in mente quella mano che mi scompigliava sorridendo è solo un piccolo particolare)

Dovrei dormire, ma non ho sonno e poi c'è Sanremo. E chi sono io per sottrarmi all'orgia nazionalpopolare.

Avrei dovuto mettermi lo smalto sulle unghie, ma la fatica di scegliere tra il rosa babt, il rosso e l'arancio e la paura della scheggiatura sempre dietro l'angolo mi ha fatta desistere.

Non avrei dovuto mandare quel messaggio, oggi, ma già il fatto che il destinatario fosse diverso è un passo avanti.

Dovrei smettere di sentire quello che dice la mia pancia, ma no sono capace di fare in modo diverso.

paturniosa
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categoria : istantanee

sabato, 24 gennaio 2009, ore 01:42

Voglio fissare questo momento.

Non lo voglio perdere.

Ho sulle labbra un sorriso strano.

E stasera finalmente sono uscita io e non mia cugina.

Niente eccessi di cocaerum (uno solo), niente cazzate, niente nervosi.

LuiM finalmente carino e non teso, gentile e galante, anche complice in certi momenti, come se mi dicesse-questi discorsi da bar sono cazzate  e io sono contento che tu non li fai.

E un saluto dolce, un abbraccio stretto, una tacita promessa che forse. Ma che se anche no, va bene uguale.

E poi LuiC, sempre più carino e simpatico e che sembra che lo veda dappertutto. La serenità delle chiacchiere e l'attenzione ai dettagli, ma nche un  po' di friccicorino che c'è e ci sta bene. E anche lui forse.

E io. Finalmente io.
paturniosa

lunedì, 16 giugno 2008, ore 15:00

Una settimana che non scrivo.

Avevo in mente un post in cui elogiavo il garbo e la cavalleria, che non sono morti.

E invece.

Invece, siccome sono circondata oggi vi presento:

il momento dell'invettiva-

Perchè caro collega in procinto di sposarti (e per in procinto si parla di 6-8 mesi) ti senti in dovere di informare l'universo mondo in merito a pranzo, vestito, cerimonia, viaggio di nozze, e quantaltro.

E se a me non me ne potesse importare di meno del tuo stramaledetto viaggio di nozze e delle tue bomboniere pidocchiose?

E lo so che non stai parlando con me.

Ma urli.

E mi dai noia.

Fisicamente- proprio-

Che poi questo razzismo io non lo sopporto? Perchè per il matrimonio si ha una licenza matrimoniale lunghissima e io da single non posso prendermi l'equivalente in ferie un anno che decido io?

Questo è vero e proprio razzismo.

Ora io annuncio che voglio sposarmi con me stessa in occasione dei miei 30 anni e per il compleanno più temuto vado via un mese.

E se mi gira mi faccio anche le bomboniere per me stessa.



paturniosa

domenica, 01 giugno 2008, ore 14:29

Alcuni sprazzi da questo week-end in terra natia.

Cibo, cibo, cibo.

In questo momento nella piazza sotto casa mia stanno facendo la giornata deello sport con mille bambini che fanno il giocagiuè (saltare, salutare, autostop)

Tra poco so che mio papà si mettera a borbottare contro questo tipo di iniziative.

In questi giorni sta piovendo meno del previsto, anche se c'è lo stato di allerta.

In questi giorni ho riscoperto il piacere di fare le bolle di sapone. Fuori dai locali mi piace tirare fuori il mio flaconcino, soffiare e provare l'effetto socializzante della bolla di sapone (in questo momento i bambini sono passati a asserehè... stimolo di violenza).

Ma dicevamo delle bolle di sapone. E' incredibile come la gente in generale si faccia incantare dalle bolle.

Che poi l'altra sera mi hanno regalato anche quelle alla mela verde (grazie, grazie).

Poi le amiche: amiche ritrovate, amiche che si stanno perdendo. La vita fa dei giri strani e ti trovi al tavolo di un aperitivo con chi non avresti mai creduto e manca invece chi avresti sempre dato per presente.

Ai giri stani mi adeguo, girando sui tacchi e soffiando le bolle di cui sopra.

Prendo le cose come succedono e non mi aspetto nulla dalle persone.

Rido molto in qiesti giorni.

E cerco di non pensare a certe responsabilità e a possibili cambiamenti.

Sto veramente acquistando leggerezza e quasi noncuranza.

Non so se questo mi piace sul serio.


 

paturniosa

martedì, 18 marzo 2008, ore 09:46

Nei giorni di grigio mi piace fare gli elenchi delle cose belle, così mi sento un po' meglio:

i tacchi altissimi

aver imparato a camminare sui tacchi altissimi

togliersi i tacchi altissimi e infilarsi le pantofole

la birra bianca

il fatto che i gins mi stanno larghi e ho dovuto comprare due cinture

gli oggetti di vernice

trovare un libro introvabile

la piastra che liscia i capelli anche non perfettamente asciutti

i primi giorni in cui c'è luce fino a tardi

l'idea di ritorno a casa

il fatto che Giuseppe Salsetta sia stato eliminato (oh, ci si attacca a tutto)

il suono di certe parole

le lenzuola pulite

l'olio gionson dopo la doccia

le caramelle gommose

il colore rosso

i coccoli

le coccole

la voglia di ridere

il falafel





.... continua






Aggiornamento: ho aggiunto il link alla ricetta dei coccoli per la mia amica Viola.

paturniosa

lunedì, 10 marzo 2008, ore 08:32

Avrei voglia di scrivere quanto è stato bello lo spettacolo, ma ora ho troppi nervi per colpa dei sorrisi di circostanza, delle scuse, dei nervi, del menefreghismo e di tutta un'altra serie di cosine piacevoli.



Credo che stia parlando la stanchezza, in fondo non mi sono riposata per nulla; credo che parli un po' pure la SPM (maledetti ormoni), ma mi sto trattenendo dal mandare a quel paese metà dell'ufficio, mi verrebbe voglia di mettermi a urlare che mi hanno rotto tutti le scatole, che me ne frego dei loro problemi, delle loro dinamiche, delle loro sofferenze...



Evidentemente lavorare sulla cattiveria ha avuto i suoi effetti, devo ancora decidere se positivi o negativi...




Vabbè... ora mi calmo e poi vi racconto cose belle, che ce n'è bisogno.

paturniosa