martedì, 30 giugno 2009, ore 13:32

Io dovrei imparare a tacere.

Non più tardi del 27 aprile blateravo sull'elogio della fuga e dopo due mesi, una casa, trovata e troppe albe viste mi trovo impelagata in una situazione che non volevo, non cercavo e di cui non sentivo la mancanza.

Mia cugina mi ha dato una botta in testa e ha ricominciato a uscire al mio posto, ed è sempre più scriteriata.

E non importa che nel frattempo ci siano risate, musica, vodka, luci, colori, panini a ore improbabili, chiacchiere in libertà e silenzi densi.

C'è troppa inquietudine in giro e non la so e non la voglio gestire.

E poi ci sono ritorni (No, non il RItorno con la R maiuscola, non ci mancherebbe altro), altre sorprese e delusioni e illusioni e conferme.

E giugno è il solito mese strano e delirante: le scrosciate di pioggia al pomeriggio, i fochi, la notte bianca, il profumo del giugno fiorentino, ch ti fa male dentro tanto è intenso.

 E le date che ritornano.

E i pensieri.

Ho bisogno di casa.

paturniosa

domenica, 18 gennaio 2009, ore 14:44

Se sei un artista, stammi lontano.

Se sei findanzato impegnato, sposato, impelagato in una relazione complicata stammi lontano, se non ne puoi fare a meno, almeno gestisciti i tuoi sensi di colpa.

Se non sei felice della tua vita, te lo giuro non è colpa mia.

Se usi il telefono come il cervello (cioè poco e quando capita), non è colpa mia 8e comunque cancella il mio numero).

Se vuoi rimanere in un'adolescenza totale è globale, lo trovo divertente, ma dopo un po' mi annoi.


Ora scriverò queste frasi su una serie di bigliettini e li tirerò fuori quando serve.

Tanto so che prima o poi serve.

paturniosa

martedì, 06 gennaio 2009, ore 12:04

Il 2008 è finito. Il 2009 è inziato da 6 giorni e per me non è cambiato niente.

A due giorni dalla data fatidica mi ritrovo invischiata in dinamiche stile biutiful che se non ci penso razionalmente mi fanno sentire bene, ma che se le analizzo con lucidità mi fanno sentire la mia voce da Paturniosa-Signorina Rottermeir  che dice: "Insomma hai 30 anni, sarebbe ora che mettessi la testa a posto!!!" E invece Paturniosa - sciampista, la mia personalità dominante in questo momento, dice " Taci, vecchia gallina, io voglio vivere divertirmi e fare cazzate".

Insomma gran casino nella mia testa, ma tutto con una gran leggerezza. la parola chiave è sticazzi. Mi pare di essere nello stesso momento forte come una roccia e morbida  come una frittella.

(Sta a dire che mi lascio prendere per il naso con una certa consapevolezza).

Ho tragicamente ripreso a fumare (le mie gauloises rosse mi mancavano troppo), ho scoperto il rum caldo e ho imparato a fare una torta buonissima di gorgonzola e pere.

Ho visto "Come dio comanda" e non mi ha poi così entusiasmato, nonostante l'amore infinito e imperituro per Filippo Timi.

La mia percezione del senso morale è sempre più bassa e per questo motivo raccolgo segreti.

Ci sono arrivi, ritorni, nuove entrate. Gli sceneggiatori si divertono e mi danno il copione solo all'ultimo momento.

E io lo accetto senza ansia e "non è un piccolo particolare".


 

paturniosa

giovedì, 30 ottobre 2008, ore 15:05





Cari amici,

visto che mia cugina vi è simpatica vi racconto un'altra storia.

La storia di colui che è rimasto negli annali come "Mister Quattro Stagioni", così soprannominato perchè, pur avendo il fisico di un comodino, era ingombrante come un armadio quattro stagioni.

MR4S era uno di quelli che non vanno via entro mezzogiorno.

MR4S cucinava benissimo, ma sporcava la cucina in maniera imbarazzante e faceva delle conferenze di mezz'ora sul suo modo eccelso di cucinare.

MR4S non sapeva rispettare gli spazi, si presentava dove mia cugina faceva gli aperitivi con le amiche e le diceva "Stanotte dormo da te" (a lei, povera figlia, veniva l'orticaria).

MR4S si permetteva di dare giudizi sulla vita e sulle scelte di mia cugina, dopo due giorni che la conosceva.

la domanda è: perchè lei lo sopportava?

Bho! Forse perchè lui era gentile, cavaliere e aveva un certo fascino (dell'orrido); forse perchè lui la trattava come una principessa e per un po' a lei la cosa è andata bene.

Poi si è scocciata ed è uscita dalla situazione con la grazia e la delicatezza che la contraddistinguono.

Una sera MR4S era piombato a casa sua, nonostante lei gli avesse detto che aveva la febbre e che non voleva vedere nessuno.

Lui si era presentato in veste di infermiere tuttofare, a lei erano venute le bolle.

La mattina appena svegli avvenne il seguente dialogo:

Lei: vado a comprare le sigarette

Lui: ma poi torni?

Lei: per forza, sei in casa mia!

Purtroppo lui non ha avuto il buon gusto di sparire, ma ha chiesto tutta una serie di spiegazioni lunghe e noiose.



Che poi, a ripensarci, è da quell'esperienza che mia cugina ha cominciato ad avere paura della gente che non va via entro mezzogiorno








paturniosa

domenica, 19 ottobre 2008, ore 12:48



Ogni tanto la sera mia cugina non torna a casa da sola. Oppure non torna a casa, ma va a dormire da un'altra parte.



In fondo mia cugina ha trent'anni, non ha un fidanzato e ogni tanto certe cose è giusto che capitino.



In queste situazione le capita di dover scegliere se andare a casa sua con l'amico del momento o se andare "in trasferta".



E qui si pone un dilemma interiore.



Cosa è meglio?



Se porta l'amico a casa sua sa che le lenzuola saranno pulite, che potrà andare in bagno sapendo dove è e che eviterà incontri imbarazzanti con eventuali coinquilini.



Il lato negativo è che la mattina dopo si ritroverà tra i piedi in camera sua un tizio che magari non ha nessuna intenzione di andare via.



Non potrà avere libertà di movimento e starà lì a sperare che il tizio tolga il disturbo prima di mezzogiorno.



Se invece va da lui non sa a cosa va incontro: foto di ex- fidanzate (o fidanzate) sulla testiera del letto, lenzuola non proprio di bucato, bagni simili a quelli di un centro sociale, incontri poco piacevoli con coinquilini sconosciuti (o peggio ancora conosciuti).



L'innegabile vantaggio è che la mattina, appena sveglia, potrà decidere liberamente di stare lì, o di prendere le sue cose, dare un bacio e uscire nel sole di una mattinata chiara, andando a far colazione con il trucco un po' disfatto e i tacchi alti.



Mia cugina ama l'avventura, quindi di solito preferisce rischiare l'ignoto e poter essere libera di andare e venire come vuole.



Nei casi in cui le circostanze portino invece a dover accogliere l'amico a casa sua, mia cugina si addormenta sperando che l'educazione ricordi all'ospite che è buona norma andare via a un orario decente (mai oltre mezzogiorno) perchè lei c'ha pure delle cose da fare.



In effetti mia cugina è un po' un mostro, ma ne è consapevole




paturniosa