Io a 16 anni ero sfigata.
Io a 16 anni stavo abbastanza male con me stessa, quindi figuratevi con gli altri.
Ero come un riccio, che prontissimo (però) a mostrare la pancia, soprattutto con le persone sbagliate.
A 16 anni non mi ero per niente simpatica, ero pesante e non riuscivo a ridere di quello che mi faceva soffrire (cosa che adesso riesco a fare con grande maestria).
A 16 anni stavo bene solo fuori dal mio contesto, la mia stagioe era l'estate, quando partivo e conoscevo nuove persone con cui potevo reinventarmi ogni volta e smettere di essere la solita goffa pattie di sempre.
In effetti ricordo con piacere le estati dell'adolescenza, ma non gli inverni, passati a cercare di essere qualcosa di diverso da quello che ero, ma non per convinzione, ma solo per estremo bisogno di essere accettata.
Non ho avuto amori felici a 16 anni, non ho avuto leggerezza. Però io credo che quel dolore mi sia stato utile.
Oggi (14 anni dopo) ho imparato a ridere e a giocare, sono adolescent e saggia insieme e leggo negli occhi della gente che mi conosceva allora che adesso faccio ridere (con me e non di me), sono a mio agio con la mia pelle, posso ridere, bere scherzare e anche parlare di tabù intatti da 14 anni con un sorriso di tenerezza per ciò che ero e una qual certa soddisfazione per ciò che sono.
Ogni ragazza ha il suo Lui Mai Dimenticato.
Quello con cui non è andat a bene la storia, ma che non si è mai comportato male. Quello che ha fatto da pietra di paragone con tutti quelli venuti dopo.
Il mio Lui Mai Dimenticato è simpatico e intelligente, suonava il basso in un tremendo gruppo metal e giocava a rugby. Il mio LMD mi ha fatto leggere il Signore degli anelli e mi interrogava sui personaggi. Il mio LMD mi aveva detto che non potevamo stare insieme perchè io ero troppo coinvolta (e lui no).
Poi il mio LMD è partito per la Scozia e sono cinque anni che non lo vedo; ora tra due settimane lo rivedrò, a Londra, in occasione di un momento importante della vita di sua sorella (nonchè mia carissima amica).
Lui avrà al seguito al sua compagna, con cui vive da 4 anni. Io avrò un nodo allo stomaco e un meraviglioso abito viola scollato e con la gonna da principessa.
Ci sarà da ridere, ci sarà.
Ultimamente soffro di insonnia e la mattina non riesco a alzarmi.
Oltre alla sveglia del cellulare, metto anche la sveglia della TV. Il vero dramma è quando mi dimentico di mettere su La7 (io amo Omnibus) e per sbaglio lascio la TV su Rai Uno. Le giornate che cominciano con Unomattina-Tattaratatà non finiscono mai molto meglio.
In ogni caso in queste notti di insonnia cazzeggio per blog, leggo libri e rileggo le mail alle amiche degli anni passati (ognuno passa il tempo come può...)
Stasera ho riletto la fantasmagorica storia del punkabbestia psicopatico (sì, ho un po' di scheletri nell'armadio).
Mi sono ricordata dell'esatta sensazione la prima volta che l'ho visto: cervello in pappa e un unico pensiero: lo voglio.
Mi sono ricordata una notte di pioggia e baci sugli occhi e dei mesi di alternanza emotiva.
Mi sono ricordata di liti, risate e del fatto che non riuscivo mai a rimanere arrabbiata per più di un'ora... bastava un suo "via giù pat, non fare il muso" e l'incazzatura se ne andava via...
Purtroppo l'ultima volta che ho visto il P.P. mi ha chiesto degli spicci per la birra, perciò l'immagine che ho adesso di lui non è così bella e idealizzata.
Di lui rimangono nella mia vita: una felpa, un anello trovato nelle patatine , il piercing all'ombelico, che ho fatto per ripicca quando è finita, e il fatto di non poter sentire "ultimo amore" senza frignare-almeno un po'-
PS: non so che mi sia preso in questi giorni di rianalizzare in queste pagine gli "amori" della mia vita; probabilmente ho bisogno di mettere dei punti.
(Punti a capo, ovviamente)
Questo post della Virgh, mi ha fatto ripensare alla mia adolescenza. Un periodo abbastanza schifoso a ripensarci. Non è che avessi dei problemi particolari, ma non ero felice, non ero spensierata, non ero adolescente, insomma. Prendevo tutto tremendamennte sul serio. Mi sentivo sempre fuori posto. Però tutto sommato ho anche riso molto. Se riguardo le foto, rivedo una pettinatura alla Brenda Walsh, irrinunciabile in quegli anni, e i vestiti da strega a carnevale (quando una ha una vocazione...).
Il viso che svetta più luminoso è quello del mio amico L., sempre amico-amico, mai niente di più, ma che a distanza di anni devo ammettere che è stato il primo grande amore (dopo Terence di Candy-Candy e Abel di Georgie, ovviamente). Un amore mai confessato neanche a me stessa, ma la quantità di tempo che passavamo insieme, le gelosie, gli scherzi, le ripicche mi davano le stesse emozioni di una storia d'amore.
Mi ricordo quando a Natale si vestiva da Babbo Natale per portare i regalia me e alle mie amiche;
mi ricordo quando mi prendeva in giro perchè mi piacevano gli sfigati fricchettoni;
mi ricordo le nostre telefonate fiume, che finivano con lui che suonava la pianola;
mi ricordo di quando mi ha fatta guidare la prima volta.
Poi mi ricordo la nostra litigata più grande, in cui mi ha ferita così tanto che le cose non sono più state le stesse. Parole pesanti e con le parole bisogna fare attenzione, perchè fanno male.
Ora lui non lo vedo mai, siamo cambiati tutti e due, ma quando capita di incrociarsi ci abbracciamo forte forte, perchè lo sappiamo che in fondo ci siamo voluti tanto bene.
Leggo su Vanity, la mia rivista del cuore, l'intervista ai redivivi Take That e mi vengono in mente una serie di siparietti divertentissimi. Io e le mie amichetteeravamo tutte super fans dei Take That. Avevamo pure le videocassette con i video e li guardavamo tutte insieme facendo i balletti (gioventù bruciata).
Ognuna aveva il suo preferito:
le crocerossine dall' occhio lungo adoravano Robbie;
le brave ragazze amavano Mark;
le aspiranti fricchettone stravedevano per Howard (che a un certo punto si era fatto pure i dread)
quelle che dicevano di amare i take that per le canzoni stimavano Gary.
A me piaceva Jason ( Cesson, come lo chiamava il mio amico L. che si divertiva a scarabocchiare sulle foto dei TT che io attaccavo sulla mia smemo). Cesson era un mistero: non era bello (pure un po' butterato),non cantava, ballava e basta, ma io lo ritenevo il mio preferito. Non lo so come mai, forse perchè mi volevo distinguere, forse mi faceva tenerezza che nessuna lo cagasse, ma per me Cesson Orange era "il meglio fico dei TT". Ho scoperto nell'intervista di Vanity che è stato lui a far scappare Robbie dal gruppo, vedi che allora un po' di personalità ce l'aveva, povero Cesson.
Comunque uno dei momenti più brutti della mia adolescenza fu quando mia mamma mi impedì di andare al concerto dei TT a Milano; avremmo dovuto andare al concerto e poi dormire a casa di un cugino di un'amica e mamma di pat disse uno dei pochi No della sua carriera. Ci ho messo anni a perdonarla!!!!!
Questa settimana non ho scritto molto, almeno non qui. In compenso mi sono divertita molto da TFM e da Viola e ho cominciato lavorare a un progetto, che mi sta prendendo molto.
un po' di cose però avrei da dirle, andiamo per punti, tanto perchè le cose non vadano perse "come lacrime nella pioggia":
- sono andata in un locale dove andavo praticamente tutte le sere il primo anno che stavo a Firenze. Era un locale piccolo, era gestito da un signore sorridente e dai suoi due figli ed era speciale. In questo locale mi sono divertita, mi sono sbronzata, ho conosciuto il musicista fricchettone (o meglio punkabbestia), che mi ha complicato un po' la vita, sono scappata alcune notti in motorino, ho ballato, cantato, riso. Poi con il tempo ho cominciato ad andarci meno, ma ogni volta che tornavo un viso sorridente mi accoglieva ed era come tornare a casa. L'altra sera sono andata in quel locale con le amichette di teatro ed ho scoperto che ha cambiato gestione. E' stato un colpo, come tornare a casa e vedere che è abitata da altre persone. Poi la serata è andata bene, ma la malinconia di fondo è rimasta;
- in questi giorni a Firenze c'è il Festival della Creatività: ci sono andata ieri sera e oggi, e mi sento molto creativa: oggi ho rincontrato un amico che non vedevo da un po' ed è stato piacevole, anche se il rapporto con questa persona è sempre stato un "mistero insondabile,", come direbbe la Virgh ;
- il gentiluomo empolese, dopo un messaggio molto carino è sparito, nonostante quello che suggerisce la mia amica M. non ho intenzione di chiamarlo, e questo conferma la teoria di Coinqui, che non me ne frega poi tanto;
- credo di aver imparato a mettere i link- gioia gaudio applausi.
FINE.
Ora torno a vedere la DeFilippi, che stasera ho voglia di sentirmi trash, mangiare schifezze e frignare (SPM in arrivo sul binario 2.
Come è possibile che le parole abbiano così tanto potere? Come è possibile che ricevere un libro nella casetta della posta faccia palpitare il cuore? E come è possibile che, nonostante io ormai sappia che siamo immagini create dalle nostre menti mi senta ancora così legata a fantasmi. mi vengono in mente parole a caso: giornalino, gennaio, cioccolata, divano, colazione da tiffany, rum wiskey, teatro, piante grasse. ma niente di tutto ciò è esistito. Sono solo parole.
ma le parole hanno un peso. Guarda quello che fa, non ascoltare quello che dice. Imperativo sacrosanto, consiglio che elargisco sempre alle amiche, ma che non so seguire, perchè sono schiava delle parole dette e scritte.
Ed è vero, chi sa usare le parole mi tocca il cuore e il cervello. E dimentico i nervi in tre minuti. Parole e pancia, vado avanti così, senza un briciolo di razionalità. Inflessibile nel mio lucido delirio, perchè chi mi fa sciogliere con una frase (o mi gela) può permettersi tutto o quasi.
grazie al cielo ci si ride, poi. (un ridere che non vi dico)
Ho quasi 30 (e questo si sa). Ma cosa succede quanto una quasitrentenne festeggiando il compleanno di un'amica trentenne si comporat da 15enne, e va az onzo in una notte freddissima di metà settembre, vestita leggera e con tacchi altissimi senza calze?
Succede che il lunedì al lavoro il raffreddore si impadronisce di lei. Il respiro è un lontano ricordo e la bocca è mezza aperta come quella di un pesce.
Che poi io certe follie a 15 anni mica le facevo... Ero la classica brava bambina, camicetta a fiorellini, maglione blu, capelli lunghi e ordinati.. il sogno di ogni mamma.
Sogno che si è prontamente infranto quando l'anno dopo mi sono taglaita i capelli e ho cominciato a portare solo anfibi... era iniziato il mio periodo ribelle, ma io non lo sapevo ancora....
.... continua
Ho appena finito di rileggiere le mail che mi mandavo con le amichettedipenna ai tempi di attoredelmiocuore (ovvero, il puzzone, ovvero colui che se ritorna mi vede scodinzolare, ma forse anche no giacchè ringraziando la buona mamma del B.S., mi sono scordata il suo numero di telefono- si, lo avevo cancellato, ma lo sapevo a memoria, invece me lo sono dimenticato- grazie gino, neurone ballerino, )
Comunque tra tutte riuscivamo a mettere insieme un certo numero di scempiaggini non indifferenti.
Data la natura delirante del rapporto (parolone) che avevamo le amichette mi chiamavano greciacolmenares, io cercavo di tirarmela un po più da Carriebradshaw (per via della simpatica consuetudine a raggiungerlo in taxi la notte), ma lo psicodramma e le seghe mentali erano molto più degne di una telenovela di quart'ordine.
La mia amichettaaspiranteavvocato configurava reati, coinqui mi cazziava con il sorriso, amichettaarchitetta rideva e solidarizzava... tengo quelle mail come un tesoro e quando finalmente mi metterò a scrivere il mio libro il tutto sarà saccheggiato...
Ovviamente ci sono anche dei miei picchi di zuccheroemiele che non si possono ripetere, ma anche quelli mi fanno un po' sorridere. Un po', mica troppo.