martedì, 06 gennaio 2009, ore 12:04

Il 2008 è finito. Il 2009 è inziato da 6 giorni e per me non è cambiato niente.

A due giorni dalla data fatidica mi ritrovo invischiata in dinamiche stile biutiful che se non ci penso razionalmente mi fanno sentire bene, ma che se le analizzo con lucidità mi fanno sentire la mia voce da Paturniosa-Signorina Rottermeir  che dice: "Insomma hai 30 anni, sarebbe ora che mettessi la testa a posto!!!" E invece Paturniosa - sciampista, la mia personalità dominante in questo momento, dice " Taci, vecchia gallina, io voglio vivere divertirmi e fare cazzate".

Insomma gran casino nella mia testa, ma tutto con una gran leggerezza. la parola chiave è sticazzi. Mi pare di essere nello stesso momento forte come una roccia e morbida  come una frittella.

(Sta a dire che mi lascio prendere per il naso con una certa consapevolezza).

Ho tragicamente ripreso a fumare (le mie gauloises rosse mi mancavano troppo), ho scoperto il rum caldo e ho imparato a fare una torta buonissima di gorgonzola e pere.

Ho visto "Come dio comanda" e non mi ha poi così entusiasmato, nonostante l'amore infinito e imperituro per Filippo Timi.

La mia percezione del senso morale è sempre più bassa e per questo motivo raccolgo segreti.

Ci sono arrivi, ritorni, nuove entrate. Gli sceneggiatori si divertono e mi danno il copione solo all'ultimo momento.

E io lo accetto senza ansia e "non è un piccolo particolare".


 

paturniosa

martedì, 02 dicembre 2008, ore 11:25

E per la rubrica maneggiare con cura oggi parliamo di:

me stessa (oh, un momento di sano egoriferimento).

Devo maneggiare con cura il mio corpo, che anche se la gamba è sgonfiata il mio corpo evidentemente voleva dirmi qualcosa (smetti di fumare? riposati? ogni tanto scendi dai trampoli? chi lo sa...).

Devo maneggiare con cura i miei pensieri, che rischiano di passare dal rosa, al nero senza soluzione di continuità. Noia, entusiasmo, entusiasmo noia, in un'altalena continua che non denota sanità mentale (però vitalità si).

E soprattutto devo mmaneggiare con cura il mio cuore (il mio che?): se credessi alla cabala ci sarebbe da aver paura (inveno 2004, 2006, 2008); se ascoltassi la mia pancia dovrei essere terrorizzata.

Sorrido, ma ho paura.

Forse vorrei fuggire, ma forse invece no.

Mi sento 15 anni, ma non me li posso più permettere.

Una parte di me si mantiene cinica e lucida (grazie al cielo).

ma i discorsi delle mie personalità sono inascoltabili in questi giornni.

Ora vi saluto che stanno arrivando dei signori con una camicia bianca e credo che me la vogliano mettere adosso.


Vi voglio bene.

paturniosa

domenica, 19 ottobre 2008, ore 12:48



Ogni tanto la sera mia cugina non torna a casa da sola. Oppure non torna a casa, ma va a dormire da un'altra parte.



In fondo mia cugina ha trent'anni, non ha un fidanzato e ogni tanto certe cose è giusto che capitino.



In queste situazione le capita di dover scegliere se andare a casa sua con l'amico del momento o se andare "in trasferta".



E qui si pone un dilemma interiore.



Cosa è meglio?



Se porta l'amico a casa sua sa che le lenzuola saranno pulite, che potrà andare in bagno sapendo dove è e che eviterà incontri imbarazzanti con eventuali coinquilini.



Il lato negativo è che la mattina dopo si ritroverà tra i piedi in camera sua un tizio che magari non ha nessuna intenzione di andare via.



Non potrà avere libertà di movimento e starà lì a sperare che il tizio tolga il disturbo prima di mezzogiorno.



Se invece va da lui non sa a cosa va incontro: foto di ex- fidanzate (o fidanzate) sulla testiera del letto, lenzuola non proprio di bucato, bagni simili a quelli di un centro sociale, incontri poco piacevoli con coinquilini sconosciuti (o peggio ancora conosciuti).



L'innegabile vantaggio è che la mattina, appena sveglia, potrà decidere liberamente di stare lì, o di prendere le sue cose, dare un bacio e uscire nel sole di una mattinata chiara, andando a far colazione con il trucco un po' disfatto e i tacchi alti.



Mia cugina ama l'avventura, quindi di solito preferisce rischiare l'ignoto e poter essere libera di andare e venire come vuole.



Nei casi in cui le circostanze portino invece a dover accogliere l'amico a casa sua, mia cugina si addormenta sperando che l'educazione ricordi all'ospite che è buona norma andare via a un orario decente (mai oltre mezzogiorno) perchè lei c'ha pure delle cose da fare.



In effetti mia cugina è un po' un mostro, ma ne è consapevole




paturniosa

mercoledì, 01 ottobre 2008, ore 12:50

Toglietemi passioni, amici,

il riso del saluto,

ma non si può perdere quello che

mai in fondo si è tenuto

non si può perder niente se

niente si è mai avuto


E lo so che dopo un mese di Penelope e Ulisse e tutta la banda sarebbe più giusto un bel post brillante e divertente e superyeah.

Ma io non sono superyeah. Ed inoltre l’avvicinarsi impietoso del numero 3 mi rende ancora meno superyeah.


Quindi oggi si parla di argomenti allegri: mancanze e nostalgie.


Innanzi tutto che differenza c’è?


Si può sentire la mancanza di qualcosa che non si ha mai avuto?

Mi manca il fiato, mi manca di sentire una persona, mi manca avere i brividi, mi manca la leggerezza.

E la nostalgia è davvero così canaglia, come diceva il poeta Albano Carrisi?

Oppure la nostalgia tinge di rosa anche i ricordi più brutti e imbarazzanti, come gli scamiciati con le sopracalze con cui andavamo in giro negli anni ’90?

Le mancanze fanno tutte soffrire?

Oppure rendono più preziose le cose che mancano.


Celo, celo, manca.

E proprio quella figurina era la più ambita.


La mancanza è una spinta a ricercare ciò che non si ha. La nostalgia è una coperta o un bozzolo.


Mi mancano le parole.

Ho nostalgia di un odore.

Mi manca la lucidità.


Quello che non ho, è ciò che non mi manca (ma sarà vero).


Mi manca il sale, lo zucchero, una borsa.

Ho nostalgia dei pomeriggi passati a bere the e della sensazione di avere tutte le strade aperte.

Non mi mancano il coraggio e la testardaggine.

Mi manca di.








paturniosa

lunedì, 14 luglio 2008, ore 10:25

Essì, l'umore è quello da Moonriver.

Sorrido e canto. Canto e sorrido.

Nella sostanza non è cambiato niente. Ma.

Il suo sguardo e le sue parole mi hanno fatto capire che non sono completamente pazza.

Che non ho investito forze a senso unico.

Prosecco e sigarette.

Pelle contro pelle.

Perchè lui e lui, a prescindere da tutto e tutti.

E non c'è logica in tutto questo. Non c'è ragione.

Ma c'è intuito, pazienza e curiosità.

C'è l'accettare serenamente (per ora) che esiste un filo invisibile che mi lega a lui.

E poi:

vederlo in mezzo alla gente, che mi guarda e sorride.

Perchè le cose non dette una volta esplicitate fanno meno paura. E c'è la voglia di far capire che non tutto è stato vano.

Che quel filo c'è anche per lui.

Che non è il momento e forse non lo sarà mai,  ma che in un qualche modo siamo uniti.

E anche se ci rivedremo a settembre (perchè comnque non credo alle sue parole), sono serena come non ero da mesi.

Ho guardato i suoi occhi e mi ci sono riconosciuta.

E per ora, mi va bene così!


Aggiornamento:



E Brezny ci mette il carico da 11.




Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)




"Il gelato è ingenuo e al tempo stesso erotico", scrive Klintron sul sito Technoccult. "Il caffè è sia stimolante sia rilassante". Questi sono due esempi di "paradessenza" (o essenza paradossale), una caratteristica di cui Alex Shakar parla nel libro La selvaggia. Ho il sospetto che nei prossimi giorni ti specializzerai in paradessenza, Capricorno. Resta da vedere se queste contraddizioni assurde ti tormenteranno o stimoleranno in te la voglia di accettare le possibilità più complesse. Tutto dipenderà dalle tue intenzioni 







paturniosa

venerdì, 28 marzo 2008, ore 22:47

In queste vacanze non ho passato del tempo solo con la mia famiglia, ma anche con la mia famiglia preferita, ovvero la famiglia Malaussene. Avevo bisogno di rileggere il mio Pennac. Daniel è un amore che dura da più di 10 anni. Benjamin, Clara, Julie, il commissario Rabdomant, Thian, la Regina Zabo, Loussa, zio Stojil, il dottor Marty (se trovi un essere umano, seguilo, seguilo), Il Piccolo, la mamma, Hadouch (e Simon e Mo) e poi loro, i miei preferiti: Jeremy e Therese.

Therese fa le carte. Vede tutto e capisce le persone. Sembra rigida, ma è fortemente empatica e chiama sua figlia Maracuja, ovvero Frutto della passione. A dimostrazione del fatto che le apparenze ingannano.

E poi Jeremy: che scrive benissimo, è attaccato alla famiglia in maniera viscerale, è un adolescente ribelle e da i nomi alle persone. Battezza i bambini: il Piccolo, Verdun, E' Un Angelo, Monsieur Malaussene sono sue idee, da i soprannomi a chi un nome ce l'ha già; e questo lo può fare perchè il suo sguardo attento alla realtà coglie l'essenza delle persone.

Io amo dare i soprannomi, che preferisco chiamare pseudonimi. Mi piace dare alle persone a cui voglio bene un nome che è solo mio, un nome che le collega al sentimento che provo per loro. La rubrica del mio cellulare è piena di nomi buffi, cognomi improbabili, caratteristiche che mi ricordano momenti, facce buffe, espressioni verbali.

Lo pseudonimo non arriva con il ragionamento: è più un guizzo, un lampo di coscienza. Una fotografia che ti fa dire: tu per me oggi sei questo.

Che poi è quello che succede a Jeremy.

paturniosa

mercoledì, 16 gennaio 2008, ore 12:41

A me non piace il mercoledì! Tutti credono che il peggior giorno della settimana sia il lunedì, spesso pure io... ma se poi ci penso il lunedì ha l'aspetto positivo dell'inizio: si ha davanti una settimana nuova, tutta impacchettata e non si sa ancora cosa  riserverà. E' faticoso rimettersi in moto, ma si pensa di avere un sacco di tempo per fare le cose (Eh, ho tutta la settimana).

Ma il mercoledì è nefasto: finiti i propositi di chi ben comincia è ametà dell'opera, non si intravede ancora la luce del radioso venerdì.

La stanchezza accumulata si sente, ma ancora non ci si può riposare.

E poi Mercoledì è sotto la tutela di Mercurio: e Mercurio è il dio protettore dei ladri e il mercoledì ti ruba il tempo, il sonno, l'energia...

Il mercoledì si sta sospesi nella terra di nessuno delle cose da fare, con due uniche consolazioni: l'uscita di Vanity Fair  il cinema a prezzo ridotto. Non è poco, ma non basta. Non basta.

E poi adesso c'ho l'ansia che la ladra di ombrelli si freghi anche il mio vanity nella cassetta della posta......

Ve l'ho detto che il mercoldì è generatore di ansie, no?
paturniosa

lunedì, 14 gennaio 2008, ore 09:48

 Location: Interno Macchina, notte, destinazione finale: il luogo che non deve essere nominato



Mammadelsecolo: Ma questo attoredeltuocuore ce l'ha un nome



Pat: si,  (nome di attoredelmiocuore), e ha anche un cognome..



Mammadelsecolo: Ah si, e sai persino il cognome?



Pat: sì, certo



Mammadelsecolo: e perchè non lo chiami con il suo nome?



Pat: Così, mi piace usare il soprannome (un giorno bisognerà analizzare questa mia mania per i soprannomi)







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Location: Esterno notte, di fronte al luogo che non doveva essere nominato e neanche frequentato



AmicaMa, Bionda, Mammadelsecolo: Ma come facciamo a riconoscere attoredelmiocuore?



Pat: Sembra un elfo, un po' rotondino (:::::::::) e poi vedete me che sbianco



AmicaMa, Bionda, Mammadelsecolo:...........................







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Come vedete ci si diverte. Un ridere, Un ridere.

paturniosa

domenica, 11 novembre 2007, ore 23:12

- Sabato scorso, quando ero nella ridente cittadina, sono andata dal mio famoso parrucchiere nazista che mi ha fatto i capelli scuri (color cioccolato fondente-dice-). Non ero più abituata ai capelli così scuri, ma mi piacciono, anche se mi obbligano a non uscire struccata perchè il verdino invernale della carnagione olivastra mal si sposa con i capelli scuri.

- Come già anticipato questa settimana ho cominciato la palestra, seguendo il fulgido esempio di coinqui e AmicaS. Il fatto ha suscitato l'ilarità di chi mi conosce bene, e lo posso anche capire, perchè io sono l'antisport per eccellenza, ma avevo bisogno di fare qualcosa per scaricare un po' le energie.

- La triade diabolica (ovvero i miei capi, meno capa-pazza, a cui comunque voglio bene) mi stanno facendo diventare matta.

- Ho fatto 2 cene 2 con il circolino delle amiche fidanzate, ed è stato bello vedere come siamo le stesse cazzare di sempre.

-Sto elaborando un elenco degli indizi per capire se un uomo mi piace sul serio e questo viaggio nella mia mente mi preoccupa.

paturniosa

lunedì, 29 ottobre 2007, ore 22:27

Leggo su Vanity, la mia rivista del cuore, l'intervista ai redivivi Take That e mi vengono in mente una serie di siparietti divertentissimi. Io e le mie amichetteeravamo tutte super fans dei Take That. Avevamo pure le videocassette con i video e li guardavamo tutte insieme facendo i balletti (gioventù bruciata).

Ognuna aveva il suo preferito:

le crocerossine dall' occhio lungo adoravano  Robbie;

le brave ragazze amavano Mark;

le aspiranti fricchettone stravedevano per Howard (che a un certo punto si era fatto pure i dread)

quelle che dicevano di amare i take that per le canzoni stimavano Gary.


A me piaceva Jason ( Cesson, come lo chiamava il mio amico L. che si divertiva a scarabocchiare sulle foto dei TT che io attaccavo sulla mia smemo). Cesson era un mistero: non era bello (pure un po' butterato),non cantava, ballava e basta, ma io lo ritenevo il mio preferito. Non lo so come mai, forse perchè mi volevo distinguere, forse mi faceva tenerezza che nessuna lo cagasse, ma per me Cesson Orange era "il meglio fico dei TT". Ho scoperto nell'intervista di Vanity che è stato lui a far scappare Robbie dal gruppo, vedi che allora un po' di personalità ce l'aveva, povero Cesson.

Comunque uno dei momenti più brutti della mia adolescenza fu quando mia mamma mi impedì di andare al concerto dei TT a Milano; avremmo dovuto andare al concerto e poi dormire a casa di un cugino di un'amica e mamma di pat disse uno dei pochi No della sua carriera. Ci ho messo anni a perdonarla!!!!! 

paturniosa