Che palle!
Piove.
Io la amo anche la pioggia, ma non quando sono di questo umore.
Cioè non ho mai capito la causa effetto, ma ci son delle volte che la pioggia mi fa sentire tutta dolce e romantica come kissmelicia(che infatti in un giorno di pioggia incontrava andreaegiuliano e se li accollava per la vita) e certi altri giorni che invece mi fa diventar nervosa.
Saranno pure gli eventi contingenti: le scoperte dell'acqua calda e dello squallore vero, la nostalgia canaglia (che ti prende proprio quando non vuoi), i viaggi di lavoro in su e in giù senza mai il tempo di fermarsi, la gamba che si ribella (Ma meglio quello della gastrite, in fondo).
Sono pervasa da quel nervoso che mi farebbe prendere a calci qualcuno (l'orrido cane della vicina per esempio- che se lo meriterebbe tra l'altro).
Alle parole di circostanza vorrei rispondere con parole taglienti
(flash back mentale non avvenuto:
M: Come sei carina stasera...
Pat: Come sei stronzo nella tua vita!)
Sarà che ho voglia di sole e vestiti leggeri.
Sarà che non ci son più le mezze stagioni
Saràè quel che sarà.
Mantra: sabato vedo filippoamoremio, sabato vedo filippoamoremio (in loop)
Toglietemi passioni, amici,
il riso del saluto,
ma non si può perdere quello che
mai in fondo si è tenuto
non si può perder niente se
niente si è mai avuto
E lo so che dopo un mese di Penelope e Ulisse e tutta la banda sarebbe più giusto un bel post brillante e divertente e superyeah.
Ma io non sono superyeah. Ed inoltre l’avvicinarsi impietoso del numero
Quindi oggi si parla di argomenti allegri: mancanze e nostalgie.
Innanzi tutto che differenza c’è?
Si può sentire la mancanza di qualcosa che non si ha mai avuto?
Mi manca il fiato, mi manca di sentire una persona, mi manca avere i brividi, mi manca la leggerezza.
E la nostalgia è davvero così canaglia, come diceva il poeta Albano Carrisi?
Oppure la nostalgia tinge di rosa anche i ricordi più brutti e imbarazzanti, come gli scamiciati con le sopracalze con cui andavamo in giro negli anni ’90?
Le mancanze fanno tutte soffrire?
Oppure rendono più preziose le cose che mancano.
Celo, celo, manca.
E proprio quella figurina era la più ambita.
La mancanza è una spinta a ricercare ciò che non si ha. La nostalgia è una coperta o un bozzolo.
Mi mancano le parole.
Ho nostalgia di un odore.
Mi manca la lucidità.
Quello che non ho, è ciò che non mi manca (ma sarà vero).
Mi manca il sale, lo zucchero, una borsa.
Ho nostalgia dei pomeriggi passati a bere the e della sensazione di avere tutte le strade aperte.
Non mi mancano il coraggio e la testardaggine.
Avrei voglia di scrivere cose belle, quelle che ci sono state questo fine settimana.
Ma ora sono troppo incazzata per come si stanno comportando al lavoro e non ho il tempo di pulire i ricordi e di scrivere qualcosa di strutturato.
Ci sono solo nervi e voglia di gridare nascosta dietro un sorriso di circostanza (Tu chiamalo se vuoi, paresi facciale).
Vorrei che ci fosse un interruttore on/off per chiudere il nervoso. Vorrei che la gente non fosse sempre costantemente concentrata sul proprio ombelico.
Comunque ora mi calmo e poi resoconto.
Giugno 2007: amicalondra manda l'invito per la sua mitica festa dei 30 anni
Agosto 2007: Pat prenota il volo, partenza alle 13.25 da Pisa(merda) e arrivo a Londra alle 14.40, in tempo per arrivare a casa di amicalondra e rendersi splendida splendente per l'evento, corredato, come qualcuno avrà intuito, dal rivedere il mio LMD, fratello di amicalondra
Novembre 2007: Pat trova il super vestito fighissimo da principessa
14 dicembre 2007: Pat arriva all'aereoporto di Pisa(merda), fa il check-in e si avvia all'imbarco.
All'improvviso: la tragedia. Il radar dell'aereoporto di Pisa(merda) si rompe e tutti i voli sono annullati.
Qualsiasi soluzione ipotizzata non è praticabile.
Pat torna a casa con la coda fra le gambe e il supervestito da principessa che a questo punto vince la palma di acquisto più inutile dell'anno 2007.
Ora ruminata un po' la delusione e stabilito che questo periodo dell'anno per me non è felice (ricordo che l'anno scorso mi rubarono il portafoglio, mi si fulminò il telefono e conobbi attoredelmiocuore, cosa che all'epoca mi sembrò fighissima, ma che poi ebbe conseguenze tragiche), ho ritrovato un po' di spirito (benedetta superficialità), ma non quello natalizio, tant'è che ho fatto un regalo solo (però fighissimo) e continuo ad aver voglia di soffocare nel pandoro il bambino che dice (a natale puoiii, fare quello che non puoi fare maiiii....).
Q.P. (che vuol dire quanta pazienza)
Oggi è uno di quei giorni in cui mi detesto. Mi sono svegliata con i magone. Sono uscita di casa con il magone. Sono andata al forno e il magone non è passato. Ora sono in ufficio, per fortuna da sola, perchè capapazza è via per due giorni e frigno senza motivo. Mi prenderei a calci per quanto non mi sopporto.
Sarà colpa del post-compleanno di AmicaMo, con grande viaggio nella landa della mia inadeguatezza, sarà il vedere che son sempre un po' indietro, un po' con il fiato corto. Eppoi sarà anche che almeno una volta, se la vita sentimentale faceva schifo, almeno mi sentivo felice per quello che facevo. Invece ora no, e non è che non stia cercando di cambiare. Ma non si muove nulla, mi sento impantanata. Mi sembra che niente di quello che faccio abbia un senso. Non ho neanche più voglia di parlare del mio stare male, non voglio spiegare, non voglio ridere, non voglio fare la dura, ma non voglio neanche dovermi giustificare.
In questo momento è entrata nel mio ufficio stagistaseconda (simpatica) e ho finto un raffreddore fulminante per giustificare naso rosso e occhi lucidi.
Cosa vorrei ora? Il mio bozzolo, e basta.
In questi giorni non c'è nemmeno una cosa del lavoro che mi piaccia: mi annoio, mi stresso e non trovo niente di divertente, niente di positivo.
La cosa che meno sopporto è la noia, perchè mi sembra di perdere tempo e arrivata a 30anni (quasi), mi sembra che perdere tempo stressandosi (altro discorso è il simpatico cazzeggio) sia un delitto contro se stessi, che non è perdonabile...
Gli ultimi giorni sono stati una girandola di sensazioni negative. Certezze che si sono sgretolate. Voltafaccia lavorativi inaspettati. Venerdi sera mi sono trovata in casa a bere un sansimone da sola essendo troppo stanca anche solo per essere incazzata. E' vero che tempo fa mi lamentavo perchè nella mia vita non succedeva nulla, ma non intendevo quello che mi sta succedendo. Tuttavia (Pollyanna che sa che in ogni viso nascosto c'è un sorriso e lo conquisterààààà), questa batosta mi ha fatto un regalo: ha eliminato da me il senso di colpa e mi darà la forza di cambiare, di cercare una nuova strada, di abbandonare un nido comodo, ma soffocante. Alterno momenti di euforia, a sgomento. Mi sento offesa e incazzata, ma anche curiosa per ciò che succederà.
Mi vedo già gelida e spieatata quando sarà il momento. La vendetta è un piatto che si gusta freddo e a me son sempre piaciuti i piatti freddi.
Molte cose mi hanno permesso di non impazzire in questi giorni: la preparazione di un musical demenziale con lamichetta di teatro S, le chiacchiere con le amiche, le pulizie e la spesa al mercato, un libro tanto bello che mi ha fatto staccare, cucinare, il gatto assassino che ha dormito sempre con me.
Come ho detto, cerco un parcheggio, poi arrivo.
E visto che siamo a giugno...
e visto il mio umore attuale
e visto che non ci facciamo mancare niente...
Ecco la mia canzone da frigno per eccellenza (Vecchia coinquilina, non quella attuale, un giorno mi trovò sul divano, che la ascoltavo in loop, da almeno 3 ore, in trance... invece Nuova Coinquilina, altrimenti detta Cinica coinquilina o la stronza si diverte a cacciarmi l'i-pod nelle orecchie con questa canzone e ride perchè da ubriaca la canto in controtempo e stonata... son bei momenti)
Fresca era l'aria di giugno
e la notte sentiva l'estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d'amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare
e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar
lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore
la donna mia m'ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai più
e dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì
piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando quella notte
lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d'amore
e a lei si donò
poi d'estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar
e un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar
scendeva ormai il buio e trovava
soltanto la rabbia e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
restava l'angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar
il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell'ultimo suo amore
dovuto abbandonar
lui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d'amor
quando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l'alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò
Ho pianto tanto! Sabato notte, dopo serata di vino e di rhum ho avuto una crisi che la Coinquilina non ha esitato a definire da dinosauro ferito... singhiozzi rumorosi e potenti mi nascevano dallo stomaco, non riuscivo a smettere di frignare... Sarà stato l'alcool, sarà stato il pre-ciclo, sarà stato il fatto che non mi sono mai concessa di soffrire troppo per colpa della ragione., ma ho pianto come non facevo da anni, ho buttato fuori il dolore, la rabbia, l'umiliazione del rifiuto...continuavo a chiedermi quando sarebbe finito tutto quel dolore che non credevo nemmeno di provare...
Nel delirio emotivo, mentre cercavo di respirare, vedo arrivare coinqui con il figlio del demonio alle calcagna (il gatto), entrambi preoccupatissimi per i lamenti che sentivano (il gatto più che altro era scocciato, perchè non riusciva a dormire)...
Ovviamente, come tutte le cose che mi riguardano, la tragedia è finita in farsa, con Coinqui che mi nutriva con pane e mortadella alle 4 del mattino (riempio i miei vuoti in maniera prosaica, e allora?!?), il gatto che mi guardava schifato e io che senza soluzione di continuità passavo dal pianto straziante al riso isterico per la situazione...
In ogni caso ieri mattina mi sono svegliata con il cuore leggero (la testa pesante, ma questo è un altro paio di maniche)... come se finalmente, con il rito del dinosauro ferito, fossi riuscita a uscire dall'apatia triste dell'ultimo periodo...
Speriamo in bene.
Dice... non prendertela; dice... dai lo sai che è la dinamica del lavoro. Mi viene in mente un'unica parola: STICAZZI!!!!
Mi sento lo stomaco aggrovigliato dal nervoso e anche se non posso vorreio fare una scenata in piena regola. Peccato che non sia possibile: pechè io sono colei che calma, ride e sorride. Io sono quella che prende tutto con serietà, ma leggerezza, che vede le cose nella giusta prospettiva... che è affidabile, che è responsabile... In che punto della mia vita mi sono trasformata dalla bambina che si offendeva per tutto e con cui bisognava misurare le parole, nella donna pacata e sorridente (ma non cretina) che sono al lavoro... qualcuno mi deve avere fatto uno scherzo e quando lo scoprirò passerà un brutto quarto d'ora.